Di chi è la colpa



La riflessione di un amico che voglio condividere con tutti voi.

Tratto da LogicaConvenzionalista

E’ colpa dei politici che rubano pensando solo ai loro interessi. E’ colpa delle banche usuraie. E’ colpa delle multinazionali che sfruttano i paesi poveri. E’ colpa di chi non si pone il problema di inquinare perchè il guadagno immediato da più potere. Colpa delle religioni che alimentano l’ignoranza della gente, alimentano il razzismo e la paura per ciò che è diverso. Colpa della mafia che devasta i territori e le vite degli innocenti perchè il senso dello stato e della legalità si è perso, se mai c’è “stato”. E’ colpa dei poteri occulti, innegabili, che ingolfano la ricerca della verità in tutto il mondo. Colpa di chi fa finta di non sapere cosa vuol dire informare, cambiando il significato delle parole, chiamando una cosa col nome di un’altra. Colpa di chi lucra sulle guerre fregandosene del vero prezzo, colpa degli immigrati, colpa dei comunisti.

Noi no, non abbiamo colpe, non siamo politici, non siamo ricchi, non siamo potenti, non siamo influenti, altrimenti….ALTRIMENTI COSA?
Abbiamo capito cosa non facciamo con dei mezzi che non abbiamo, ma questo dimostra veramente che se i mezzi ci fossero verrebbero utilizzati per il bene comune?
Sarebbe interessante vedere cosa effettivamente facciamo (senza il non) con i mezzi che abbiamo, per il bene comune, disinteressato, rivolto a chi è più debole. O anche semplicemente vedere quanto siamo corretti col nostro prossimo.

Il fatto è che meno fai per il più debole e più sei simile a chi ti schiaccia, magari lo fai per imitazione, quindi in fondo un pò te lo meriti.

Se invece tendi a fare qualcosa, non così tanto, ti accorgerai che tra i tuoi detrattori non ci saranno i poteri che combatti perchè non ne avranno bisogno, bensì tutti quelli che non fanno niente… e si faranno trovare gratis, perchè l’illusione di essere innocenti non ha prezzo.

Accetteranno di sembrare stupidi, di mancare di rispetto anche a un amico, riterranno valide teorie personali basate su dei sentito dire, l’importante è non far sorgere il dubbio che il loro “non fare” non sia l’innocenza di un qualsiasi onesto cittadino che “se fosse per lui… ma sai com’è, è colpa di X in realtà.”
ma sia più qualcosa del tipo: “non mi sono informato neanche 5 minuti sull’argomento, ma sono abbastanza esperto di luoghi comuni da convincerMI che non serva farlo”.

Quando si parla di controllo mentale della massa si pensa sempre a un tipo di controllo da prendere sotto gamba: “Per vendermi un prodotto useranno dei bei colori e uno slogan accattivante, d’altra parte è il loro mestiere (giustificare tutto sempre), in televisione ci sono un sacco di stupidaggini, su internet un sacco di bufale ma io sono a posto, ho dei valori sani, so bene qual è la realtà, non sono mica uno psicolabile.” ——> problema risolto.

Peccato che questa convinzione diffusa sia parte fondamentale e integrante del controllo. Chi ne gestisce le dosi trae un enorme vantaggio dal fatto che le sue cavie lo sottovalutino enormemente o addirittura credano che non esista, in realtà siamo tutti manipolabili.

Ci hanno riconosciuto le libertà solo quando hanno capito come pilotarle.

E’ fondamentale capire che non si può passare dal sonno della ragione alla veglia totale così, premendo un interruttore. E’ un percorso virtualmente infinito, una strada che si sceglie e si percorre un passo alla volta.
Per eliminare i conflitti non serve aver raggiunto tutti lo stesso traguardo, serve aver intrapreso la stessa strada.
Non si può pensare di essere giunti alla disillusione solo perchè si è gettata la televisione dalla finestra, il voluto rincretinimento della massa non c’è mai stato fino agli anni 60? prima c’era la libera informazione?
Come si fa a sentirsi in pace col mondo quando già comprare un telefonino ci rende complici di ingiustizie? abusi che non accetteremmo mai se fossero VISIBILI.

Pensaci, informati, parlane con qualcuno, poi pensaci ancora.

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