#Vault7 C’è ancora da ridere? – PODCAST n.19



Eccoci qua. Alla fine ci siamo arrivati.
Wikileaks ha prodotto probabilmente la più grossa pubblicazione di documenti trapelati della storia.
I documenti riguardano la CIA e la sua attività di intelligence largamente al di là delle sue competenze e prerogative sfociata in un cyber-spionaggio sistematico. Ma non c’è modo di descrivere in poche parole il contenuto di quei documenti e di quanto emerso senza usare un eufemismo. Le implicazioni sono mostruose.

Parliamo di più di 8’700 documenti pubblicati in cui si evidenzia come l’agenzia di intelligence USA ha, tra le altre cose:
– Sviluppato la capacità di entrare nel sistema operativo di pc, cellulari (sia android che apple), delle smart tv, e dei chip delle auto. Questo comporta la possibilità di caricare e scaricare qualsiasi informazione da pc e cellular, e controllare da remoto le funzioni di una automobile.
– Ha l’abilità di lasciare tracce digitali altrui dopo aver effettuato un hacking, in modo da imputare il crimine ad altri.
– Ha reso inutile il sistema di crittografia di email e messaggistica (come per esempio quella whatsapp volti proprio ad impedire la lettura di messaggi privati da parte di terzi). Infatti la crittografia non viene nemmeno affrontata dalla CIA visto che questa può infiltrarsi prima che la crittografia venga applicata al messaggio.
–  Ha la capacità attivare in qualsiasi momento le smart tv in modalità silenziosa, spiando dal suo microfono e dalla sua telecamera, quindi guardando e ascoltando quello che succede davanti a lei. Idem per pc e cellulari.
– Ha infiltrato dei loro agenti nei colossi informatici in modo che inserissero dei bug in fase di scrittura degli algoritmi dei prodotti, da sfruttare per lo spionaggio.

Assurdo è l’impatto mediatico e pratico che questi documenti hanno generato: cioè zero! Zero in confronto a quello che avrebbero dovuto generare.
Qui in Italia i telegiornali al massimo hanno parlato delle reazioni politiche a questi documenti, non dei documenti. Non ho visto nessun programma di approfondimento in merito, nessuna inchiesta particolare.
Tutto ciò va oltre qualsiasi film di fantascienza con un copione che sarebbe risultato eccessivo persino per il film Idiocracy.

Già in un vecchio podcast avevo parlato di Trapwire, credo fosse nel 2015 ed era un sistema usato nel 2006, quindi parliamo di 11 anni fa. Un sistema anch’esso venuto alle cronache tramite documenti trapelati ma che non era per nulla segreto. Si tratta di un sistema per cosiddetta la prevenzione del terrorismo di una società privata gestita da ex agenti della CIA in grado di ricevere e salvare informazioni da tutte le telecamere di sicurezza (quindi tracciando volti, targhe di veicoli, ecc.), incrociando dati di database zeppi di dati sensibili e arrivando a stabilire comportamenti sospetti, prima che possano diventare minacce.

Alla luce di questi fatti amici miei, non siamo molto lontani da uno scenario dove ogni nostra singola azione può essere monitorata al punto da prevedere il nostro comportamento e far scattare un allarme se non ci comportiamo come previsto. Lasciamo da parte l’ovvia constatazione che un arsenale di controllo simile avrebbe già dovuto da ieri far abbassare vertiginosamente la percentuale di crimini e terrorismo e se questo non è successo, evidentemente quelle risorse non sono usate per difenderci e qualcuno ci sta dannatamente prendendo in giro.
A parte questa ovvietà, quindi, parliamo piuttosto del controllo capillare delle masse e delle reazioni che le masse hanno avuto a questa notizia. Beh ho detto che ne vorrei parlare, ma non c’è niente da dire? È semplicemente scioccante! È assurdo che la maggior parte delle persone ignori questi fatti. Un’altra grande fetta li sottovaluti. Altri ancora altri si rifugiano dietro a un “ormai è così”. Senza contare quelli che ancora oggi al solo parlare di argomenti simili iniziano lo sfottò del complottista, quasi come un riflesso pavloviano, esattamente come si rideva alle spalle di quegli stupidi creduloni paranoici che mettevano il nastro adesivo sulle webcam… che stupidi, eh? Avete ancora voglia di ridere?

Qui, signori miei, siamo di fronte a una dittatura informatica esercitata attraverso un controllo mai visto prima eppure mai così poco percepito e sottovalutato, il che rende la situazione terribilmente critica. E la cosa più pericolosa è proprio il fatto che i mezzi di questa dittatura sono tanti, sono ovunque, sono oggetti del nostro vivere quotidiano ritenuti persino indispensabili perché troppo comodi e troppo utili per il sistema di vita che ci siamo creati. Siamo come delle persone talmente pigre e rincoglionite che piuttosto che alzarci e cambiare canale alla tv, siamo disposti a comprare un comodissimo telecomando che, incluso nel prezzo, ci legge il pensiero. E tutto solo per mettere un altro programma in tv. Siamo ostaggi del mondo che abbiamo creato e delle tecnologie che lo controllano attraverso le quali altri controllano noi nel modo più capillare e invasivo che si possa mai concepire.

Che cosa possiamo fare? Sinceramente trovo che siamo in una situazione tragica da questo punto di vista. Pensateci un secondo: il modo in cui ci difendiamo dai crimini informatici è dare sempre più potere a chi controlla il mondo digitale. Il modo in cui viviamo è sempre più basato e mediato da uno strumento informatico… e se lo è adesso pensiamo al futuro, pensiamo quando ci sarà l’”internet delle cose” e la nostra intera casa sarà collegata ad internet, persino il frigorifero: tutto ciò che avrà a che fare con noi avrà accesso ad internet e quindi sarà accessibile a terzi. Non è fantascienza. Pensate a quando i telefoni erano solo telefoni e provate oggi ad usare un telefono che non sia collegato ad internet. Fate due più due. Deleghiamo alla tecnologia esattamente come abbiamo sempre delegato alla politica e al potere, e se ora la consapevolezza sui risultati del delegare alla politica sono sempre più evidenti, al punto che si sta creando una resistenza, la consapevolezza sulle conseguenze del delegare alla tecnologia, invece, potrebbe arrivare troppo tardi proprio per la natura di questa delega che è tremendamente più subdola perché quotidiana, abitudinaria e assuefacente.
Se non ci svegliamo da questo torpore, con una forte inversione di tendenza, un cambio di paradigma e di abitudini, consegneremo definitivamente le chiavi della nostra cella digitale.

Altrimenti possiamo farci un’altra risata, possiamo credere che questi siano solo incidenti di percorso di un sistema che può essere migliorato col tempo e che le grandi multinazionali dell’informatica garantiranno la privacy dei loro clienti… In soldoni possiamo credere che le multinazionali ci proteggeranno dai governi… esattamente come nel 2013 quando venne alla luce l’esistenza del programma PRISM con cui l’NSA (National Security Agency) portava avanti un sistema di sorveglianza di massa con l’aiuto di società come Google, Facebook, Microsoft, Yahoo e Apple. Del resto la CIA è solo l’agenzia che ha finanziato con milioni di dollari la P2 affinché si innescasse il terrorismo in italia e altri paesi negli anni ’70 e adesso agenzie come queste grazie alla tecnologia possono entrare direttamente e facilmente nelle nostre vite private.

Tranquilli. Andrà tutto bene.

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