{"id":1447,"date":"2015-04-20T13:06:39","date_gmt":"2015-04-20T11:06:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.masonmassyjames.it\/blog\/?p=1447"},"modified":"2015-04-20T13:06:39","modified_gmt":"2015-04-20T11:06:39","slug":"latto-piu-violento-che-si-possa-commettere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.masonmassyjames.it\/blog\/latto-piu-violento-che-si-possa-commettere\/","title":{"rendered":"L&#8217;atto pi\u00f9 violento che si possa commettere"},"content":{"rendered":"<h2><em>Una importante e forse scomoda riflessione su un gesto che viene percepito come estremo atto di libert\u00e0 e democrazia, ma che in realt\u00e0 \u00e8 la radice delle violenze pi\u00f9 atroci mai sperimentate dalla civilt\u00e0 e che tiene alguinzaglio qualsiasi vera forma di libert\u00e0 a cui dovremmo aspirare.<\/em><\/h2>\n<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/EriT_krwjfM\">http:\/\/youtu.be\/EriT_krwjfM<\/a><\/p>\n<p>Esiste <strong>un\u2019illusione subdola<\/strong> che ammalia la maggior parte delle persone e le fa partecipare ad una delle azioni pi\u00f9 violente che siano mai state concepite: il voto.<\/p>\n<p>L\u2019illusione di cui parlo ha molte sfaccettature ma pu\u00f2 essere semplificata in modo da poterla rendere palese. Tutto nasce dalla favola che, negli attuali regimi democratici, lo stato, il governo, siano la <strong>rappresentazione della volont\u00e0 popolare<\/strong>, volont\u00e0 che conferisce l\u2019autorit\u00e0 di compiere determinate azioni.<br \/>Che queste azioni siano violente od innocue, esse hanno come base giuridica e morale il consenso del popolo acquisito attraverso il processo elettorale. Almeno questo \u00e8 ci\u00f2 che ci viene spiegato sin dalla tenera et\u00e0.<\/p>\n<p>Come gi\u00e0 detto, tutto ci\u00f2 <strong>\u00e8 solo una favola<\/strong>. Se mettiamo da parte per un attimo questa visione romanzata, ci rendiamo conto che <strong>nessuna organizzazione o singolo individuo ha alcuna necessit\u00e0 di acquisire potere e autorit\u00e0 se deve compiere azioni benevole, pacifiche e largamente condivise<\/strong>. Al contrario si evince che potere ed autorit\u00e0 servono a coloro che vogliono compiere azioni opposte. E allo stesso modo servono allo stato con <strong>l\u2019unico scopo di compiere atti violenti<\/strong>.<br \/>Per molti potr\u00e0 sembrare un\u2019esagerazione o persino un\u2019affermazione blasfema ma, tra gli studiosi di sociologia, politologi e filosofi, quanto appena affermato \u00e8 una semplice e <strong>palese constatazione<\/strong>, riassunta in maniera sublime nelle parole dell\u2019economista, sociologo, filosofo e storico tedesco Max Weber:<\/p>\n<p><strong>&#8220;Uno Stato \u00e8 un\u2019istituzione umana che rivendica il monopolio dell&#8217;uso legittimo della forza fisica all&#8217;interno di un determinato territorio. [\u2026] Lo Stato \u00e8 considerato l&#8217;unica fonte del \u2018diritto\u2019 di usare la violenza\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>In effetti, lo stato \u00e8 l\u2019unica entit\u00e0 alla quale noi concediamo l\u2019autorit\u00e0 di commettere violenza. Questa violenza si palesa solo ed esclusivamente grazie agli elettori, <strong>a prescindere dal voto espresso<\/strong>. <br \/>Questo va specificato perch\u00e9 l\u2019elettore vive un\u2019altra sfaccettatura dell\u2019illusione che gli fa credere di sostenere, con il voto, esclusivamente il candidato, il programma o l\u2019ideologia per la quale egli vota. Una responsabilit\u00e0 circoscritta, quindi, a ci\u00f2 che l\u2019elettore s\u2019illude di sostenere. <strong>La realt\u00e0 \u00e8 che la sua azione legittima la formazione del governo in toto e quindi tutte le sue azioni e decisioni<\/strong>. <br \/>Inoltre, grattando la superficie, queste decisioni si scoprono essere prese da stretti gruppi di persone.<\/p>\n<p>Effettivamente <strong>il processo elettorale \u00e8 intrinsecamente antidemocratico<\/strong> poich\u00e9 non permette in alcun modo di sostenere o delegittimare alcuna azione o decisione governativa. L\u2019unica sua funzione \u00e8 <strong>legittimare<\/strong> la sovrastruttura statale e, di conseguenza, tutte le sovrastrutture da quest\u2019ultimo supportate che allontanano sempre di pi\u00f9 il potere decisionale dal singolo individuo verso potentati di varia natura senza alcun controllo.<br \/><strong>Alla luce di questo, votare \u00e8 l\u2019atto primo che determina la perdita di qualunque sovranit\u00e0, la perdita di qualunque democrazia nel senso pi\u00f9 lato del termine e legittima la violenza necessaria alle sovrastrutture per esercitare il loro potere. Non votare \u00e8 invece delegittimare quell\u2019autorit\u00e0 che verrebbe meno senza lo scudo fornito dall\u2019illusione di essere espressione della volont\u00e0 popolare.<\/strong><\/p>\n<p>Le violenze di cui parliamo sono tali, in grandezza e numero, da far impallidire qualsiasi confronto con qualsiasi crimine mai commesso da singoli individui.<br \/>La percezione comune \u00e8 che lo stato sia quell\u2019entit\u00e0 benevola che garantisce sicurezza e ordine. Purtroppo anche questa \u00e8 <strong>una visione romanzata della verit\u00e0<\/strong>. Infatti i numeri dicono il contrario: il politologo <strong>Rudolph Joseph Rummel<\/strong> ha messo in luce che gli stati, dal \u2018900 ad oggi, hanno causato <strong>6 volte pi\u00f9 morti fra i propri cittadini che tutte le guerre di quel periodo messe insieme<\/strong>. Significa che \u00e8 molto pi\u00f9 probabile essere uccisi dal proprio governo che in un conflitto con un governo straniero.<br \/>In nome di questo permettiamo allo stato di fare a noi quello che noi non faremmo al nostro peggior nemico.<\/p>\n<p>Parlando di<strong> conflitti<\/strong>, facciamo solo un piccolo esempio tra innumerevoli: le sanzioni economiche imposte all&#8217;Iraq dopo la <strong>guerra del Golfo del 1991<\/strong> hanno impedito all&#8217;Iraq di ricostruire i servizi igienico-sanitari, idrici ed elettrici andati distrutti perch\u00e9 proprio scelti e <strong>colpiti consapevolmente<\/strong> come obiettivi militari. Queste sanzioni, sostenute e applicate dall\u2019ONU, secondo l&#8217;UNICEF e altre organizzazioni internazionali, hanno contribuito alla morte raccapricciante stimata da <strong>3.000 a 5.000 bambini al mese per oltre 8 anni e mezzo<\/strong>.<br \/>Tutti gli elettori hanno partecipato <strong>attivamente<\/strong> all\u2019azione dei governi che hanno direttamente causato o passivamente permesso le inutili morti di questi bambini dovute a malattie e un basso tenore di vita. Perci\u00f2 il sangue di centinaia di migliaia di bambini Iracheni innocenti, negli anni successivi alla Guerra del Golfo del \u201991, <strong>macchia le mani<\/strong> di ogni singolo elettore Americano e ogni singolo elettore di tutti i paesi coinvolti. Italia compresa ovviamente.<\/p>\n<p><strong>Il voto \u00e8 come un missile<\/strong> sparato contro un bersaglio invisibile, lontano anche migliaia di chilometri. Un metodo pulito di partecipare a distanza di sicurezza alla violenza pi\u00f9 orribile che si possa mai immaginare.<br \/>Genocidi, persone mutilate, giustiziate, bruciate vive, rese indigenti e lasciate morire di fame e di stenti. Orrori comuni in qualsiasi guerra. Nessun uomo potrebbe compiere azioni simili senza subire ripercussioni etiche o sociali, mentre se compiute da uno stato, sono considerate <strong>legittime<\/strong>. <br \/>\u00c8 proprio questo <strong>scudo di legittimit\u00e0<\/strong> fornito dallo stato, a sua volta ottenuto dall\u2019attivit\u00e0 elettorale, che rende poi gli uomini meno responsabili, intaccando profondamente il loro senso di giustizia e la loro etica, cos\u00ec da trasformarli in perfetti soldati. O killer se vogliamo. Un inganno psicologico, spiegato perfettamente dallo psicologo sociale Milgram nel suo esperimento sull\u2019autorit\u00e0.<br \/><strong>L\u2019elettore \u00e8 responsabile della creazione di entit\u00e0 che sono riuscite a generare una quantit\u00e0 di morte e distruzione paragonabile solo a catastrofi naturali e che mai un singolo individuo si sarebbe sognato di compiere.<\/strong><\/p>\n<p>Certo, si pu\u00f2 <strong>ignorare<\/strong> tutto questo e credere all\u2019ennesima sfaccettatura dell\u2019illusione, ovvero credere che tutti i problemi non siano intrinsechi all\u2019entit\u00e0 stato e al potere, ma siano solo frutto di mala politica, risolvibile con l\u2019elezione di persone pi\u00f9 capaci. Eppure \u00e8 quello che<strong> si \u00e8 sempre fatto finora<\/strong>, senza che mai sia stato posto un freno alle violenze. <br \/>Inoltre questo modo di pensare rappresenta insieme una <strong>tremenda condanna e un illogico controsenso<\/strong>: la condanna \u00e8 ritenere che ci sia necessariamente <strong>bisogno della forza<\/strong> per fare coesistere le persone nella societ\u00e0 che altrimenti sarebbe persa nella cattiveria, egoismo e violenza, rinunciando a qualsiasi tentativo di, per lo meno, provare a basare la societ\u00e0 su <strong>altri paradigmi<\/strong>, rispetto all\u2019autorit\u00e0; il controsenso \u00e8 ritenere che da una societ\u00e0 gi\u00e0 giudicata cattiva, egoista e violenta, si possano eleggere degli individui, dargli potere, il diritto di commettere atti violenti e che questi poi <strong>li usino per il bene comune<\/strong>.<\/p>\n<p>Per tutti questi motivi, <strong>rifiutandosi di votare<\/strong>, si fa molto di pi\u00f9 che creare una voce statistica a margine di un foglio di registro. Dal punto di vista pratico \u00e8 un modo per non illudersi, per non aspettare false soluzioni, per <strong>impiegare le proprie energie nel cercare alternative<\/strong> che funzionino piuttosto che puntare continuamente su un numero perdente. Dal punto di vista morale ed etico \u00e8 un modo di <strong>ridurre il proprio livello di responsabilit\u00e0<\/strong> per gli atti di violenza esercitata dal governo, per i quali un individuo non si sarebbe mai impegnato di persona, e che non si vuole siano commessi <strong>in proprio nome<\/strong>. \u00c8 un modo di esprimere pubblicamente la profondit\u00e0 del proprio credere nel <strong>rispetto della vita e nel ripudiare la violenza<\/strong>, esternare la propria fiducia in se stessi, nel prossimo e nel futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em><span style=\"font-size: 12px;\">Liberamente ispirato a:<\/span><\/em><br \/><em><span style=\"font-size: 12px;\"><a href=\"http:\/\/forejustice.org\/vote\/voting_is_an_act_of_violence.htm\" target=\"_blank\">Voting Is An Act of Violence<\/a><\/span><\/em><br \/><em><span style=\"font-size: 12px;\">by Hans Sherrer &#8211; 1999<\/span><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una importante e forse scomoda riflessione su un gesto che viene percepito come estremo atto di libert\u00e0 e democrazia, ma che in realt\u00e0 \u00e8 la radice delle violenze pi\u00f9 atroci mai sperimentate dalla civilt\u00e0 e che tiene alguinzaglio qualsiasi vera forma di libert\u00e0 a cui dovremmo aspirare. 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