{"id":1556,"date":"2015-09-17T16:42:11","date_gmt":"2015-09-17T14:42:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.masonmassyjames.it\/blog\/?p=1556"},"modified":"2015-09-17T16:42:11","modified_gmt":"2015-09-17T14:42:11","slug":"radici-cristiane-e-altre-favole-podcast-n-8","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.masonmassyjames.it\/blog\/radici-cristiane-e-altre-favole-podcast-n-8\/","title":{"rendered":"Radici Cristiane e altre favole &#8211; PODCAST n.8"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/zx3DFGSoUHo\">https:\/\/youtu.be\/zx3DFGSoUHo<\/a><\/p>\n<p>Quando si dice che le radici dell\u2019Europa e dell\u2019Italia sono Cristiane, bisognerebbe riflettere su diverse cose.<br \/> La prima \u00e8 che la Cristianit\u00e0 stessa non ha a che fare con l\u2019Europa: geograficamente parlando, il Cristianesimo racconta una storia araba che si sposta dall\u2019africano Egitto fino al Medio Oriente. Il personaggio principale \u00e8 un Palestinese, figlio del \u201cDio dei figli d\u2019Israele\u201d, il \u201cDio delle 12 trib\u00f9 Ebraiche\u201d. L\u2019appartenenza univoca ed esclusiva di Dio agli Ebrei (e viceversa) \u00e8 ribadita molte volte all\u2019interno della Bibbia e non lascia spazio ad equivoci.<\/p>\n<p>A parte questo, per \u201cradici cristiane\u201d qualcuno pu\u00f2 far riferimento al carattere democratico e libertario della politica Europea e Italiana, facendo un parallelismo tra questo tipo di democrazie e i valori del cristianesimo, come se fosse stato proprio il cristianesimo ad ispirarle. <br \/> Peccato che la democrazia, come concetto politico e sociale, nasca nella pagana Grecia e sia stato completamente disatteso e dimenticato durante tutto il periodo in cui la cristianit\u00e0 faceva la parte del leone in Europa, sostenendo le monarchie ed essendo essa stessa una forma di monarchia assoluta, con struttura piramidale, al cui vertice c\u2019\u00e8 una figura autoritaria che non si pu\u00f2 contestare, ovvero il massimo dell\u2019assolutismo, l\u2019apice di qualsiasi totalitarismo.<br \/> Al contrario, la nascita delle democrazie in Europa \u00e8 stata possibile grazie a una diminuzione del potere religioso e una riscoperta dei valori sociali e politici pre-cristiani.<\/p>\n<p>Paradossalmente, uno dei motivi che spinse l\u2019Europa a riscoprire la cultura greca (e quindi la democrazia) fu proprio la contaminazione araba e l\u2019Islam, con i suoi studiosi ed intellettuali che permisero la comprensione di filosofi come Socrate, rimasti in gran parte incompresi agli Europei. Questo non solo diede una spinta eccezionale alla cultura e alla nascita delle prime universit\u00e0, ma pose anche le basi di quello che viene definito metodo scientifico. Un trend che poi and\u00f2 scemando nelle culture arabe, purtroppo, che a loro volta caddero nell\u2019oscurantismo religioso. Ma questa \u00e8 un\u2019altra storia.<\/p>\n<p>Oltre a tutto ci\u00f2, siamo soliti associare erroneamente alcune comuni tradizioni Italiane o Europee al cristianesimo e quindi far s\u00ec che il cristianesimo stesso sia considerato parte della nostra cultura e tradizione. Spesso per\u00f2 non \u00e8 cos\u00ec. Per fare solo qualche mero esempio:<\/p>\n<p>&#8211; L\u2019albero di Natale: \u00e8 una tradizione pagana precristiana. In Europa i druidi celti erano soliti usare l\u2019abete per simboleggiare la vita (albero sempreverde) che resiste all\u2019inverno (la morte) e i riti prevedevano l\u2019incendio di una di queste piante proprio il 25 dicembre.<\/p>\n<p>&#8211; Il Natale stesso non \u00e8 una festa cristiana: questa data \u00e8 sempre stata festeggiata da moltissime popolazioni pagane di tutto l\u2019emisfero nord perch\u00e9 coincide con un momento astronomico importante legato al sole.<\/p>\n<p>&#8211; Anche la pasqua \u00e8 una rivisitazione di una tradizione pagana delle popolazioni nomadi Ebraiche. Nulla a che fare con quello che tradizionalmente si crede di festeggiare.<\/p>\n<p>&#8211; Lo stesso volto di Cristo che siamo abituati a vedere nelle iconografie pi\u00f9 comuni \u00e8 un\u2019interpretazione prettamente medievale e assolutamente arbitraria. <br \/> Un uomo nato in Palestina non poteva che avere tratti arabeggianti, dagli occhi scuri, carnagione olivastra e con classici capelli neri, ricci e corti (all\u2019epoca era usanza per gli uomini ebrei tenerli corti poich\u00e9 ritenevano indecoroso averli lunghi). Di certo, quindi, Cristo non somiglierebbe al nordico capellone (appunto molto pi\u00f9 somigliante ad un cavaliere medievale nord-europeo) a cui siamo abituati. Questa forzatura iconografica fotografa molto bene le necessit\u00e0 politiche e psicologiche di adattare le caratteristiche di una storia alle esigenze di un popolo europeo per una migliore assimilazione altrimenti probabilmente impossibile.<br \/> In effetti, spesso, ci\u00f2 che \u00e8 veramente un retaggio del cristianesimo, non riguarda affatto \u201cnoi europei\u201d e molte delle tradizioni \u201ccristiane\u201d facenti parte del nostro passato, non sono affatto cristiane.<\/p>\n<p>A parte questo, quello che probabilmente sta alla base di questa mentalit\u00e0 \u00e8 la concezione distorta dei concetti di \u201ctradizione\u201d e \u201ccultura\u201d. Chi sostiene la difesa estrema di questi due valori da qualsiasi contaminazione, perch\u00e9 ne fanno un baluardo della loro stessa identit\u00e0, commette due gravi errori di fondo: il primo \u00e8 concettuale, il secondo \u00e8 psicologico.<\/p>\n<p>L\u2019errore concettuale sta proprio nel considerare quelle due caratteristiche come un qualcosa di immutabile, un monumento eterno che rappresenta un popolo, adesso e per sempre, frutto di una separazione e allontanamento da tutti gli altri popoli che sono \u201cdiversi\u201d. <br \/> La verit\u00e0 \u00e8 che \u00e8 esattamente il contrario: la tradizione e la cultura di un popolo non hanno la caratteristiche dell\u2019eternit\u00e0 n\u00e9 della immutabilit\u00e0, tantomeno della \u201cpurezza\u201d rispetto alle contaminazioni. Al contrario, tradizioni e cultura sono la fotografia di un popolo che, come una normale fotografia scattata nel corso del tempo ad una persona qualunque, muta nel tempo: cos\u00ec come una persona cresce, conosce persone diverse, fa esperienze diverse, muta le proprie necessit\u00e0 ecc. cos\u00ec un popolo vede mutare i propri aspetti attraverso contaminazioni con altri popoli e con mentalit\u00e0 e concezioni della vita differenti che si sviluppano naturalmente col tempo.<\/p>\n<p>Tutte le tradizioni di oggi sono frutto di un cambiamento e un abbandono di altre tradizioni pi\u00f9 vecchie. Per questo ha senso ricordarle, ma non necessariamente perpetuarle.<br \/> Attribuire alla cultura e alla tradizione, quindi, le caratteristiche dell\u2019immutabilit\u00e0 e della purezza, significa non aver capito cosa esse siano e nemmeno quale sia il loro valore, derivante appunto dal mostrare come un popolo possa evolvere socialmente grazie ai cambiamenti interni ed esterni.<\/p>\n<p>L\u2019errore psicologico, invece, si insinua subdolamente ed \u00e8 conseguenza del primo. Tutto nasce dall\u2019inibizione della capacit\u00e0 di ognuno di noi di riconoscere il proprio valore individuale, a prescindere dall\u2019ambiente e dalla comunit\u00e0 in cui vive. Questo ci sprona a doverci per forza riconoscere nella comunit\u00e0 stessa in maniera ossessiva, al punto tale che, se questa comunit\u00e0 cambia (non importa se in meglio o in peggio), rifiutiamo questo cambiamento e facciamo di tutto perch\u00e9 le cose restino come sono poich\u00e9, nell\u2019inganno psicologico, avvertiamo che sia messo in pericolo quello che individualmente siamo.<\/p>\n<p>Questo avviene anche perch\u00e9 non \u00e8 immediatamente evidente che le caratteristiche di una comunit\u00e0 derivano, di nuovo, dalla somma delle diversit\u00e0 degli individui. Persino chi vive una vita completamente opposta alle caratteristiche della comunit\u00e0 in cui vive, contribuisce a sostenerne l\u2019identit\u00e0 complessiva. Ma \u00e8 il continuo vederci separati da noi stessi, il sentirci persi e deboli, che ci fa aggrappare a una sorta di transfert psicologico verso la \u201ccomunit\u00e0\u201d. Pi\u00f9 si \u00e8 deboli, meno ci si conosce, pi\u00f9 si ha bisogno di certezze. \u00a0<\/p>\n<p>Cos\u00ec come ognuno di noi ha lo stupido e basso bisogno di essere descritto, catalogato e idealizzato dal prossimo per capire chi \u00e8, rifiutando la scomodit\u00e0 di considerare le infinite sfaccettature della propria personalit\u00e0, cos\u00ec abbiamo bisogno di vedere la societ\u00e0 in un unico modo, con dei paletti, dei limiti e delle caratteristiche ben precise che servono poi, a loro volta, per identificare noi stessi e definirci.<br \/> E\u2019 cos\u00ec che l\u2019inganno psicologico si compie: il singolo individuo \u00e8 stato cos\u00ec impoverito, indebolito e privato della sua identit\u00e0 individuale (basata su cose vere come scelte personali, sbagli, la propria morale, esperienza ecc.) che \u00e8 indotto a confonderla con questa appartenenza arbitraria verso una nazione o una religione, appartenenza semplicemente ereditata da scelte di altri, pi\u00f9 che altro frutto di politiche di dominio e controllo, comunque un\u2019appartenenza con cui non ha avuto nulla a che fare, non \u00e8 una sua scelta e non ne ha alcun merito.<\/p>\n<p>Per avere un esempio palese della artificiosit\u00e0 di queste \u201cappartenenze sociali\u201d, si pensi a quella che nasce tra persone che tifano la stessa squadra allo stadio, che si abbracciano con entusiasmo al gol, arrivando a volte persino a rischiare la vita insieme in scontri fisici con tifosi avversari, quando magari, al di fuori di questo contesto, arriverebbero ad odiarsi per le differenze nello stile di vita e nei principi.<br \/> Fatto sta che non esiste alcuna identit\u00e0 statica non soggetta ad interpretazioni o mutamenti, sia per quanto riguarda l\u2019individuo, sia per quanto concerne la societ\u00e0. E\u2019 solo una mera finzione psicologica di cui si ha bisogno.<\/p>\n<p>Concludendo, le cosiddette \u201cradici cristiane\u201d da cui siamo partiti, rappresentano in realt\u00e0 un cardine fittizio, labile, opinabile e arbitrario, un contenitore vuoto. Esattamente come il tifo calcistico poco sopra descritto, esattamente come molti altri della stessa natura, usati nel corso dei secoli a scopi politici e di controllo sociale, come gli inneggiamenti alla razza o alla patria, che cercano di costruire muri saldi attorno a concetti che, invece, per loro natura e per verit\u00e0 storica sono, per usare un eufemismo, mutevoli. Stiamo parlando di elementi tattici, politici. Elementi che saranno sempre utilizzati per la comodit\u00e0 e gli scopi dei potenti, per ottenere un comportamento pianificato della popolazione, almeno finch\u00e9 non avverr\u00e0 un\u2019emancipazione identitaria del singolo individuo e di conseguenza della societ\u00e0, che diverr\u00e0 \u201cabbastanza grande\u201d da potersi guardare allo specchio senza paure.<\/p>\n<p>Il potere ha sempre cercato di disgregare la nostra splendida e incontestabile individualit\u00e0, perch\u00e9 l\u2019individuo \u00e8 imprevedibile, mentre le masse sono perfettamente controllabili. Hanno sempre cercato di omologarci e racchiuderci in recinti, rimpolpando ora questo ora quello schieramento a seconda del bisogno politico.<br \/> Il vero senso di comunit\u00e0 che dovremmo coltivare \u00e8 quello verso tutto quello che abbiamo intorno: luoghi, persone, animali compresi. Ognuno celebrando la propria diversit\u00e0, difendendo quella altrui, e assieme ammirando e godendo del melting pot risultante. Consci del presente, ricordando il passato e non temendo i cambiamenti futuri.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando si dice che le radici dell\u2019Europa e dell\u2019Italia sono Cristiane, bisognerebbe riflettere su diverse cose. La prima \u00e8 che la Cristianit\u00e0 stessa non ha a che fare con l\u2019Europa: geograficamente parlando, il Cristianesimo racconta una storia araba che si sposta dall\u2019africano Egitto fino al Medio Oriente. 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