{"id":2080,"date":"2018-08-07T12:21:35","date_gmt":"2018-08-07T10:21:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.masonmassyjames.it\/blog\/?p=2080"},"modified":"2018-08-07T12:21:35","modified_gmt":"2018-08-07T10:21:35","slug":"la-scienza-e-antiscientifica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.masonmassyjames.it\/blog\/la-scienza-e-antiscientifica\/","title":{"rendered":"La scienza \u00e8 antiscientifica?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.masonmassyjames.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/experimenter-bias.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2081\" src=\"http:\/\/www.masonmassyjames.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/experimenter-bias.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"357\" srcset=\"https:\/\/www.masonmassyjames.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/experimenter-bias.jpg 700w, https:\/\/www.masonmassyjames.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/experimenter-bias-300x153.jpg 300w, https:\/\/www.masonmassyjames.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/experimenter-bias-400x204.jpg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Una delle fondamenta della scienza \u00e8 la riproducibilit\u00e0 dei risultati di una ricerca. Questo sarebbe il sigillo di garanzia che un certo dato ottenuto \u00e8 certo e verificabile, un dato su cui basare altre ricerche che possono poi influire e modificare direttamente la nostra vita e la nostra salute.<\/p>\n<p>La rivista Nature ha condotto una ricerca statistica coinvolgendo 1500 scienziati su questo tema scoprendo che questi ultimi non hanno ottenuto gli stessi risultati di ricerche altrui nel 70% dei casi e il 50% di loro non ha ottenuto gli stessi risultati nemmeno cercando di riprodurre le proprie ricerche.<\/p>\n<p>Sempre secondo Nature, i dati su quanto i risultati delle ricerche scientifiche siano riproducibili sono \u201crari e generalmente deprimenti\u201d. Le analisi pi\u00f9 note, che provengono dalla psicologia e dall\u2019oncologia, hanno rispettivamente riscontrato tassi di circa il 40% e il 10%. Quindi si sta parlando di un tasso di NON riproducibilit\u00e0 del 60-90%<\/p>\n<p>Un altro studio statistico in merito \u00e8 stato eseguito nel 2009 il prof. Daniele Fanelli dell\u2019Universit\u00e0 di Edimburgo. Lo studio si chiamava \u201cQuanti scienziati falsificano i dati e fabbricano ad hoc le ricerche?\u201d<br \/>\nDa questo studio emerge che poco meno del 2% degli scienziati ammette di avere almeno una volta falsificato, inventato o modificato dati di una ricerca e il 33,7% ammette di aver usato pratiche di ricerca non ortodosse almeno una volta. Qui voglio sottolineare quel \u201calmeno una volta\u201d e il fatto che stiamo parlando di percentuali sicuramente sottostimate in quanto ci sarebbe da tenere in conto l\u2019autoconservazione dello scienziato che non credo sia incline ad essere molto sincero sulle sue stesse mistificazioni.<br \/>\nInfatti davanti alle stesse domande poste agli scienziati riguardo ai lavori dei colleghi, per falsificazioni, modificazioni o invenzione di dati la percentuale di ammissione sale al 14%, mentre per pratiche di ricerca discutibili abbiamo un clamoroso 77%.<\/p>\n<p>Due elementi su cui puntano il dito maggiormente gli scienziati davanti a questo enorme problema pare sia la pressione che questi hanno nel pubblicare i risultati e l\u2019attitudine a pubblicare solo i dati che sono convenienti al ricercatore.<br \/>\nRicordiamo che in ambito scientifico la valenza di un ricercatore \u00e8 spesso valutata dal numero delle sue pubblicazioni quindi pubblicare a prescindere \u00e8 un grosso incentivo per chi vuol fare carriera. Tutto questo senza contare le pressioni di tipo lobbistico ed economico.<\/p>\n<p>In un articolo apparso sulla Reuters, Glenn Begley (ai tempi direttore del dipartimento di oncologia medica della Amgen, un gigante nel ramo delle biotecnologie) cerc\u00f2 di replicare 53 lavori scientifici nel ramo dell\u2019oncologia. Fu in grado di replicare solo l\u201911% di quei risultati.<br \/>\nIl premio Nobel Philip Sharp ha cercato di spiegare questo problema affermando che \u201cuna cellula tumorale pu\u00f2 rispondere in modi diversi a seconda delle differenti condizioni sperimentali. Penso che molta della variabilit\u00e0 nella riproducibilit\u00e0 possa venire da qui.\u201d<br \/>\nAnche Mina Bissel, una ricercatrice americana cerca di dare una spiegazione affermando che \u00abcon l\u2019evoluzione della scienza diventa sempre pi\u00f9 difficile replicare un esperimento perch\u00e9 le tecniche e i reagenti sono sempre pi\u00f9 sofisticati, dispendiosi in tempo per la loro preparazione e difficili da insegnare\u00bb.<br \/>\nQueste risposte per\u00f2 non spiegano l\u2019alto tasso di irriproducibilit\u00e0 dei risultati degli scienziati anche nei confronti delle proprie ricerche e soprattutto, pi\u00f9 che dare una spiegazione rassicurante, rivelano un altro fondamentale problema: se anche seguendo delle prassi consolidate in laboratori a condizioni controllate non si ha la certezza del risultato, come si pu\u00f2 fare affidamento su queste ricerche se poi devono\u00a0<br \/>\nfunzionare nel mondo reale in cui le condizioni di partenza sono praticamente imprevedibili?<br \/>\nAllora forse non siamo davanti alla crisi della riproducibilit\u00e0 dei risultati scientifici ma siamo davanti alla scienza che scopre che i dati che raccoglie non rappresentano un modello realistico di come funziona davvero la realt\u00e0 di cui essa dovrebbe farsi interprete.<\/p>\n<p>Il punto pare proprio essere questo. La scienza non solo \u00e8 soggetta a tutti gli inciampi che possono derivare dalla semplice condizione di imperfezione del sistema in cui opera (quindi errori, omissioni, incompetenza, ma anche ricatto, corruzione, egoismo, ecc.) ma \u00e8 anche limitata dalla sua stessa modalit\u00e0 di azione e di indagine che si basa su una visione fredda, calcolatrice e &#8220;dissezionatrice&#8221; della realt\u00e0. Forse stiamo lentamente riuscendo a vedere i grossi limiti di questo metodo d\u2019indagine che probabilmente non \u00e8 la metodologia migliore per comprendere davvero quello che abbiamo attorno a noi.<\/p>\n<p>La scienza arriva a comprendere meccanismi molto sofisticati di parti infinitamente piccole della realt\u00e0 pagando lo scotto per\u00f2 di perdere di vista il disegno generale in cui queste parti e questi meccanismi esistono ed operano, anche al di l\u00e0 dei numeri, delle statistiche e di ci\u00f2 che \u00e8 possibile trasformare in dato. La verit\u00e0 di cui abbiamo bisogno sta proprio in quel disegno generale.<\/p>\n<p>Un concetto simile \u00e8 stato esposto anche dal linguista Noam Chomsky al congresso mondiale di studi sulla Coscienza a Sab Diego dove ha affermato \u201cPer anni la scienza si \u00e8 concentrata sull\u2019analisi dei singoli pezzi della natura, l\u2019ha sezionata alla ricerca degli ingranaggi primordiali. \u00c8 ora necessario riscoprire la capacit\u00e0 di collegare i singoli pezzi studiati e comprendere meglio il senso di quei processi che guidano l\u2019organizzazione e l\u2019evoluzione della materia vivente\u201d.<\/p>\n<p>fonti\u00a0<br \/>\nNature \u2013 1,500 scientists lift the lid on reproducibility \u2013 survey sheds light on the \u2018crisis\u2019 rocking research (<a href=\"https:\/\/goo.gl\/4respd\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;-U&quot;}\" data-lynx-mode=\"asynclazy\" data-lynx-uri=\"https:\/\/l.facebook.com\/l.php?u=https%3A%2F%2Fgoo.gl%2F4respd&amp;h=AT0YLjw5MH253SvS0PEbed5cTMvWQMRB7yPCuEYCWlHOKZg9E2PeA8_wI4LkCTDq0nFAy1O_UmbJTV0x6aoTnmCDYAoXfPFaEgKB9p6DjHGEey3mx-_WXyI6xJqfSUaav7p7dwJQZzwoLyjGeTrVnQ\">https:\/\/goo.gl\/4respd<\/a>)<br \/>\nNature \u2013 Reproducibility: The risks of the replication drive (<a href=\"https:\/\/goo.gl\/c2nYwr\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;-U&quot;}\" data-lynx-mode=\"asynclazy\" data-lynx-uri=\"https:\/\/l.facebook.com\/l.php?u=https%3A%2F%2Fgoo.gl%2Fc2nYwr&amp;h=AT3L1uIR2IGn-H-sfZey_i1RgzBVN-it1yog8oWu2tlkTgBpDwXl0aH0k62zjzeZXdSKr53JxS3YloRjvDvPAGWfn-cNrDG_C6EsmPaUtMqfafydryO_zQKXqz7V2va8-D6dnjcq9KGubrX2_2FjiQ\">https:\/\/goo.gl\/c2nYwr<\/a>)<br \/>\nNature \u2013 Believe it or not: how much can we rely on published data on potential drug targets? (<a href=\"https:\/\/goo.gl\/kc5shp\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;-U&quot;}\" data-lynx-mode=\"asynclazy\" data-lynx-uri=\"https:\/\/l.facebook.com\/l.php?u=https%3A%2F%2Fgoo.gl%2Fkc5shp&amp;h=AT2Ap2snQVaB6-h_BohJktElnybJDNl0UM1e0RSpy8LoBrkGGqTe3pimme6QBXBJl5jAA8yteYuN-tI36jiLWiVDN5fYEBr1L6aNo-z2hCJsED4o_Qq5i_KArpk7tsK1PMcNcw2ovA9tLMG7Un5Ytw\">https:\/\/goo.gl\/kc5shp<\/a>)<br \/>\nReuters \u2013 In cancer science, many \u201cdiscoveries\u201d don\u2019t hold up (<a href=\"https:\/\/goo.gl\/Ut1FTV\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;-U&quot;}\" data-lynx-mode=\"asynclazy\" data-lynx-uri=\"https:\/\/l.facebook.com\/l.php?u=https%3A%2F%2Fgoo.gl%2FUt1FTV&amp;h=AT3EBfDEDoIZRewropiCAcplYGvFAFM1m4o0Ptas8qz7OaH7jrKz2JUlOWawkSFNKTX5HetHMiIOAf05qXjDk7QSA0O3H137FQULuF0-rPcjOUcfYH5272KFg2chKkPBGg0YGzlO-npKX7Uvj-zKPQ\">https:\/\/goo.gl\/Ut1FTV<\/a>)<br \/>\nPlos One \u2013 The Economics of Reproducibility in Preclinical Research (<a href=\"https:\/\/goo.gl\/YLRT1b\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;-U&quot;}\" data-lynx-mode=\"asynclazy\" data-lynx-uri=\"https:\/\/l.facebook.com\/l.php?u=https%3A%2F%2Fgoo.gl%2FYLRT1b&amp;h=AT2QeojsPqd4c7q-UZOK-FVvABBc_HfYQqbfyHSHe0HLCDJU00MWUmGgUjee08P57AB9tQIeA0taU_BkWjodDk10dceAjro1DHqfpFyWVNw4bP4sQSAl0fhr6eYYu21ohG-3vXDZROokhbaTQi_oDQ\">https:\/\/goo.gl\/YLRT1b<\/a>)<br \/>\nPlos One \u2013 How many scientists fabricate and falsify research? A systematic review and meta-analysis of survey data (<a href=\"https:\/\/goo.gl\/3zRTDc\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;-U&quot;}\" data-lynx-mode=\"asynclazy\" data-lynx-uri=\"https:\/\/l.facebook.com\/l.php?u=https%3A%2F%2Fgoo.gl%2F3zRTDc&amp;h=AT3bm3sjO_z37vdYpgaAm5izf4KK0Jt7HbBRINPGuGBxKsm_MBjiVupus8pyTq3i3vP9kXel4PT-qufu_hbyfNiL_Tv8oXaiTbMjZxw-tTt1WJUcVLNJuToupf9St6BxmkyxbxQiREG2MvLtfCt3fg\">https:\/\/goo.gl\/3zRTDc<\/a>)<br \/>\nPlos One \u2013 Can cancer researchers accurately judge whether preclinical reports will reproduce? (<a href=\"https:\/\/l.facebook.com\/l.php?u=https%3A%2F%2Fgoo.gl%2F3zRTDc&amp;h=AT395S3KwKfAvW9QkojEMFcADXzGFDxWpzCZKSWagoVdOuFMOheTtdFgiWaG4UU4Cborbf5EpGuzGk5SmpceQUWQpJ0SW7DZMQx1ruBet0S_brLhzjacZ071HILRMmDo8YpL-LhqS-7s_hP9uMWF3Hn9kLMh3OMY31w\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;-U&quot;}\" data-lynx-mode=\"async\">https:\/\/goo.gl\/3zRTDc<\/a>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una delle fondamenta della scienza \u00e8 la riproducibilit\u00e0 dei risultati di una ricerca. Questo sarebbe il sigillo di garanzia che un certo dato ottenuto \u00e8 certo e verificabile, un dato su cui basare altre ricerche che possono poi influire e modificare direttamente la nostra vita e la nostra salute. 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