{"id":2105,"date":"2018-09-06T13:58:56","date_gmt":"2018-09-06T11:58:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.masonmassyjames.it\/blog\/?p=2105"},"modified":"2018-09-06T14:04:08","modified_gmt":"2018-09-06T12:04:08","slug":"sulla-violenza-di-stato-e-lanarchia-violenta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.masonmassyjames.it\/blog\/sulla-violenza-di-stato-e-lanarchia-violenta\/","title":{"rendered":"Sulla violenza di stato e l&#8217;anarchia violenta"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.masonmassyjames.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/grafica-articolo-violenza-stato-anarchia-violenta-deviance.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2106\" src=\"http:\/\/www.masonmassyjames.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/grafica-articolo-violenza-stato-anarchia-violenta-deviance.jpg\" alt=\"\" width=\"1920\" height=\"1080\" \/><\/a><\/p>\n<p>Se parliamo del modo in cui si intendono ottenere cambiamenti sociali esistono due filosofie apparentemente opposte che per\u00f2 in questo specifico ambito sono legate da un filo sottile ma non invisibile e soprattutto non ignorabile.<\/p>\n<p>Una di queste filosofie \u00e8 quella del sistema statale. Lo stato pensa di potere ottenere un miglioramento della societ\u00e0, intesa come somma dei comportamenti degli indivi<span class=\"text_exposed_show\">dui, con il sistema giuridico ovvero promulgando leggi e punendo chi non si comporta come imposto. In questo sistema non \u00e8 prevista da parte dell\u2019individuo la comprensione del problema o dei motivi alla base del comportamento da seguire ma si pensa che quest\u2019ultimo si sentir\u00e0 obbligato ad un comportamento socialmente buono attraverso la paura di una punizione.\u00a0<\/p>\n<p>Questa filosofia \u00e8 in netto contrasto con l\u2019altra cui accennavo all\u2019inizio, quella anarchica.<br \/>\nL\u2019anarchia ripudia il sistema della legge e dei tribunali proprio perch\u00e9 i comportamenti sociali dovrebbero essere espressione della volontariet\u00e0 e ognuno dovrebbe agire secondo la proprio coscienza. Se si impongono comportamenti e si sottost\u00e0 a gerarchie, non solo si creano centri di potere incontrollabili che finiranno per avere sempre pi\u00f9 potere, ma soprattutto si instaurano dei pericolosi meccanismi di deresponsabilizzazione nei singoli individui che portano le persone ad essere socialmente pericolose. Non si agisce pi\u00f9 secondo coscienza, non ci si chiede pi\u00f9 cosa sia giusto o sbagliato, ma cosa sia permesso e non permesso fare.<br \/>\nQuesta seconda filosofia pare essere di gran lunga pi\u00f9 in linea con quella che \u00e8 la natura dell\u2019essere umano mettendo in luce il gravissimo paradosso in cui ci siamo impantanati ovvero che sono gli strumenti di controllo e punizione che creano le condizioni sociali per cui questi ci sembrano indispensabili, praticamente un cane che si morde la coda.<\/p>\n<p>Nonostante per\u00f2 il concetto di pace e miglioramento sociale dell\u2019anarchia sembri evidentemente opposto a quello statale, esiste un\u2019appendice anarchica assolutamente non trascurabile che invece pare essere perfettamente e tragicamente identica a quella statale, ripercorrendo gli stessi errori. Mi sto riferendo all\u2019anarchia violenta, ovvero quella parte di anarchici che vorrebbe ottenere un cambiamento sociale attaccando direttamente e fisicamente gli apparati di dominio statale e capitalista.<br \/>\nSia chiaro che in questo articolo ci riferiamo unicamente ad un uso diretto e pianificato della violenza a scopo politico.\u00a0<\/p>\n<p>E\u2019 impossibile non notare che l\u2019uso di atti violenti, intimidatori o terroristici di qualsiasi genere implica nei fatti lo stesso impianto filosofico statale: si cercano di ottenere dei mutamenti sociali attraverso la paura, il ricatto della punizione, non la comprensione n\u00e9 la responsabilit\u00e0. Certo rendere responsabile chi ha potere e soprattutto far comprendere l\u2019anarchia, che \u00e8 assenza di dominio, a chi sta esercitando quel dominio pu\u00f2 sembrare un corto circuito logico o una risibile ingenuit\u00e0, ma questo sarebbe vero se i centri di potere nascessero spontaneamente come funghi in un bosco.\u00a0<br \/>\nTutto ci\u00f2 che \u00e8 potere, apparato statale e dominio istituzionalizzato di qualsiasi genere esiste in quanto sostenuto e accettato da una moltitudine di singoli individui. Nessuna istituzione pu\u00f2 esistere senza un tipo di supporto attivo o passivo da parte delle masse, le stesse masse che lo stato considera degne solo di controllo e punizione, impianto filosofico giustamente ripudiato e osteggiato dall\u2019anarchia ma che l\u2019anarchia violenta perpetua allo stesso identico modo: come lo stato punisce i pochi delinquenti sull\u2019orrenda e fallace idea che la delinquenza sparisca e gli altri abbiano timore a delinquere, cos\u00ec fa l\u2019anarchia violenta colpendo i centri di potere e dominio sull\u2019orribile ed erronea idea che questi possano essere distrutti o abbandonati per paura; cos\u00ec come lo stato non si impegna in nessun tipo di vera comprensione sociale facendo diminuire costantemente la responsabilit\u00e0 individuale e creando di fatto delinquenza, cos\u00ec l\u2019anarchia violenta ritiene superfluo o utopico creare quel senso di responsabilit\u00e0 e libert\u00e0 nelle masse che per prime hanno generato e continueranno a generare le forme di potere e dominio che si continueranno inutilmente a combattere.<\/p>\n<p>In effetti altre similitudini si possono tracciare continuando l\u2019accostamento.\u00a0<br \/>\nSe si guarda con occhio disilluso alla funzione dello stato e della sua enorme quanto palese inefficacia nell\u2019ottenere la pace sociale attraverso controllo e punizione, viene da pensare che il mezzo usato sia in realt\u00e0 il fine, ovvero si finge (non si sa quanto per dolo e quanto per inettitudine) di voler ottenere benefici sociali che non si realizzeranno mai, ma il vero scopo parrebbe di mantenere in piedi eternamente l\u2019utilizzo del mezzo cio\u00e8 controllo e punizione. Anche guardando l\u2019anarchismo violento si pu\u00f2 avere la stessa sensazione: per quanto sia palese che la pace sociale e l\u2019ideale anarchico non saranno mai raggiungibili con un attacco diretto e violento al potere poich\u00e9 questo \u00e8 sorretto ed \u00e8 emanazione della maggioranza, viene da pensare e temere che il fine sia in realt\u00e0 il mezzo usato, ovvero si finge (non si sa quanto per dolo e quanto per inettitudine) di voler ottenere un\u2019anarchia che cos\u00ec non si realizzer\u00e0 mai, mentre il vero scopo parrebbe il solo mantenere in piedi la lotta violenta e il sostentamento perpetuo di tutto il costrutto narrativo e romantico della ribellione.<\/p>\n<p>Infatti a questa riflessione possiamo aggiungere che lo stato non ammette che il suo operato in realt\u00e0 non persegue la fine della delinquenza ma solo una guerra contro le persone al fine di controllarle. Le sue azioni vengono giustificate per\u00f2 presentandole come una misura momentanea e necessaria a difendersi dalla delinquenza, cosa che non preclude l\u2019adozione anche di altre soluzioni. Per\u00f2 di fatto queste \u201caltre soluzioni\u201d sono per larga parte ignorate e la sua attivit\u00e0 principale continua a generare quella delinquenza che viene usata proprio per giustificare il continuare a controllare e punire. Allo stesso modo l&#8217;anarchia violenta non ammette che il suo operato in realt\u00e0 non persegue la creazione di una societ\u00e0 libera e anarchica ma solo la continuazione di una condizione di mero antagonismo. Le sue azioni vengono giustificate per\u00f2 presentandole come una misura momentanea e necessaria a difendersi dal potere, cose che non preclude l\u2019adozione anche di altre soluzioni. Per\u00f2 di fatto quelle \u201caltre soluzioni\u201d sono sostanzialmente ignorate e, anzi, le sue azioni sistematicamente allontanano le persone dall&#8217;anarchia continuando a far sembrare necessario l&#8217;uso della violenza agli anarchici e l\u2019esistenza dello stato agli statalisti.<\/p>\n<p>Un ultimo paragone che possiamo fare \u00e8 valutando come le due filosofie spesso considerano e trattano gli oppositori.<br \/>\nNell\u2019impianto statalista chi dovesse sottolineare l\u2019insensatezza e l\u2019inefficacia di controllo e punizione perch\u00e9 piuttosto si vada alla radice dei fenomeni antisociali, verrebbe fatto tacere con diversi epiteti ed etichette tra cui quella di buonista, di colui che vuole risolvere tutto abbracciando gli assassini, o addirittura insinuando che questa attitudine sia una forma di complicit\u00e0 con il mondo della delinquenza.<br \/>\nAllo stesso modo chi si facesse portavoce di una critica all\u2019anarchismo violento cercando di far comprendere l\u2019inutilit\u00e0 di questo approccio e quanto serva piuttosto essere convincenti e comprensibili dalla massa perch\u00e9 questa sposi la causa anarchica, potrebbe esser fatto tacere con epiteti simili a quelli gi\u00e0 visti, magari usando l\u2019accusa di codardia, venendo descritto come colui che vuole risolvere tutto abbracciando il capitalista, o addirittura insinuando che questa attitudine sia una forma di collaborazionismo con il potere.<\/p>\n<p>Appare chiaro quindi che l\u2019impianto filosofico di questi due approcci \u00e8 tragicamente simile cos\u00ec come tragicamente simile \u00e8 anche quello che ne consegue: entrambi portano le masse a simpatizzare con lo stato, il potere costituito e la necessit\u00e0 di leggi, controllo e punizione. Lo stato crea le condizioni perch\u00e9 esistano i problemi che fanno sembrare necessario lo stato e i suoi apparati, l\u2019anarchismo violento crea le condizioni perch\u00e9 le masse continuino a sentirsi intimidite dall\u2019anarchia e quindi bisognose di uno stato per come se lo sono sempre sentite raccontare.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se parliamo del modo in cui si intendono ottenere cambiamenti sociali esistono due filosofie apparentemente opposte che per\u00f2 in questo specifico ambito sono legate da un filo sottile ma non invisibile e soprattutto non ignorabile. Una di queste filosofie \u00e8 quella del sistema statale. 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