{"id":2762,"date":"2025-09-27T11:00:24","date_gmt":"2025-09-27T09:00:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.masonmassyjames.it\/blog\/?p=2762"},"modified":"2025-09-27T10:16:49","modified_gmt":"2025-09-27T08:16:49","slug":"trickle-up-mmj-podcast-2-7","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.masonmassyjames.it\/blog\/trickle-up-mmj-podcast-2-7\/","title":{"rendered":"Trickle&#8230; up &#8211; MMJ Podcast 2.7"},"content":{"rendered":"<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Trickle... up - MMJ Podcast 2.7\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/L5YievaDil0?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>Molti avranno sentito parlare di \u201ctrickle-down economics\u201d nell\u2019ambito dell\u2019economia.<br \/>\nIn pratica, la teoria del trickle-down in campo economico sostiene che le agevolazioni fiscali e i benefici per le aziende e i per i ricchi si riversano su tutti gli altri. In questa visione, l\u2019accumulo di grandi capitali da parte di pochi individui, quindi, non \u00e8 visto come un male, bens\u00ec qualcosa di auspicabile perch\u00e9 tutta quella ricchezza poi \u201csgocciola\u201d sul resto degli individui innescando un circolo virtuoso di crescita. L&#8217;assunto \u00e8 che i maggiori profitti di aziende e persone abbienti si tradurrebbero in nuovi investimenti, espansione delle attivit\u00e0 e conseguente creazione di posti di lavoro, generando cos\u00ec un benessere diffuso.<\/p>\n<p>La realt\u00e0, purtroppo, \u00e8 ben diversa.<br \/>\nL&#8217;esperienza storica e una vasta mole di ricerche economiche dimostrano che questo \u201csgocciolamento\u201d non si concretizza se non in rari casi che vengono poi usati per dimostrare la veridicit\u00e0 della teoria nella sua interezza. Anzi, spesso accade esattamente il contrario: i benefici tendono a rimanere confinati nelle fasce pi\u00f9 ricche della popolazione, accentuando le disuguaglianze sociali ed economiche preesistenti.<br \/>\nInvece di assistere a una redistribuzione della ricchezza, se ne osserva una concentrazione sempre maggiore nelle mani di sempre meno persone. Il mercato premia lo squalo pi\u00f9 vorace e la competizione porta a una riduzione degli attori in gioco creando dei colossi finanziari sempre pi\u00f9 grandi che distruggono o fagocitano quelli pi\u00f9 piccoli.<br \/>\nNon solo, non esiste nemmeno una correlazione diretta e automatica tra l&#8217;aumento dei profitti dei ricchi con la creazione di nuovi posti di lavoro. Le aziende potrebbero reinvestire i guadagni in altre attivit\u00e0, come la speculazione finanziaria o l&#8217;automazione, senza che ci\u00f2 si traduca in un incremento dell&#8217;occupazione, della produzione o della qualit\u00e0 dei prodotti, cio\u00e8 in ci\u00f2 che si considera un beneficio diffuso per la societ\u00e0.<\/p>\n<p>Secondo un rapporto dell\u2019OCSE del 2024, si stima che tra il 1995 e il 2022 la ricchezza posseduta dallo 0,001% degli individui pi\u00f9 ricchi sia raddoppiata. La ricchezza di questa minuscola fetta di popolazione pi\u00f9 ricca \u00e8 circa 20 volte maggiore rispetto alla ricchezza del 50% della popolazione pi\u00f9 povera.<br \/>\nSecondo un rapporto Oxfam, nel 2024 la ricchezza dei 10 uomini pi\u00f9 ricchi al mondo \u00e8 cresciuta, in media, di quasi 100 milioni di dollari al giorno. Oxfam ha calcolato che, se il 99% del patrimonio di uno di loro dovesse scomparire da un giorno all\u2019altro, rimarrebbe ancora miliardario.<br \/>\nOggi, l\u20191% delle persone pi\u00f9 ricche possiede circa met\u00e0 della ricchezza netta mondiale. Il 10% di loro ne possiede circa l\u201985%.<\/p>\n<p>La trickle-down economics \u00e8 una grande operazione di marketing che ha creato l\u2019alibi perfetto affinch\u00e9 il delinquente e assassino accumulo di capitali nelle mani di pochi fosse visto come qualcosa di benefico per la societ\u00e0, mentre i super ricchi continuano ad accaparrarsi risorse e le disparit\u00e0 economiche e sociali sono sempre pi\u00f9 importanti.<\/p>\n<p>Ecco, questo stesso schema, con le dovute differenze, si pu\u00f2 delineare anche in ambito tecnologico. In questo caso userei la definizione &#8220;trickle-down technology&#8221;.<br \/>\nInfatti, di solito si pensa che le innovazioni tecnologiche, sviluppate inizialmente da grandi aziende o da ristrette cerchie di esperti, finiscono per diventare accessibili a tutti portando benefici generalizzati. Ma, anche in questo caso, un\u2019analisi obiettiva rivela una realt\u00e0 pi\u00f9 complessa.<br \/>\nLa maggior parte delle tecnologie rimane quasi sempre appannaggio di pochi, su scala mondiale. La maggior parte delle persone invece lavora duramente in condizioni di schiavit\u00f9 o semischiavit\u00f9 per rendere possibili quelle magie tecnologiche con cui i privilegiati giocano, dipingendole come un progresso dell\u2019umanit\u00e0 intera.<\/p>\n<p>Immaginare \u201cl\u2019uomo su Marte\u201d come simbolo di una civilt\u00e0 fiorente di cui tutti godiamo, significa in realt\u00e0 immaginare milioni di persone che scavano nelle miniere per ottenere materie prime; significa vivere in un mondo sempre pi\u00f9 inquinato; significa devastazione ambientale e riduzione degli habitat. Non pu\u00f2 esistere una tecnologia priva di questo costo collettivo. La maggior parte delle persone, quindi, paga con il lavoro, le risorse, la degradazione ambientale, per far s\u00ec che una corporation riesca a mandare, forse, un singolo uomo su Marte\u2026 per poi dire \u201csiamo andati su Marte\u201d. Ma noi chi?<br \/>\nEsattamente come per l\u2019economia, i benefici di una tecnologia (spesso solo apparenti) si limitano a una ristretta fascia di popolazione, mentre il resto del pianeta ne paga lo scotto.<br \/>\nNon solo, le grandi aziende tecnologiche, grazie alla loro enorme disponibilit\u00e0 di risorse e alla capacit\u00e0 di raccogliere e analizzare dati su vasta scala, finiscono per creare veri e propri tecno-oligopoli, dominando il mercato, ostacolando la concorrenza e la diffusione di tecnologie alternative o una ancora pi\u00f9 auspicabile marcia indietro verso soluzioni meno tecnologiche e tecnocratiche.<br \/>\nLe nuove tecnologie, inoltre, creano sempre nuovi divari tecnologici che amplificano le disuguaglianze sociali. Senza contare che alcune tecnologie, soprattutto quelle digitali, possono essere utilizzate come strumenti di controllo e sorveglianza, limitando le libert\u00e0 individuali e creando nuove forme di sfruttamento.<\/p>\n<p>Si potrebbe erroneamente pensare che tutto ci\u00f2 sia un problema derivante dall\u2019economia, non dalla tecnologia in s\u00e9, e una tecnologia \u201clibera\u201d da logiche di mercato non presenterebbe gli stessi problemi.<br \/>\nQuesta \u00e8 un\u2019altra illusione perch\u00e9 la tecnologia non \u00e8 di per s\u00e9 neutrale e, anche senza i meccanismi economici di mercato, per sua stessa natura, non pu\u00f2 esistere senza sfruttamento e distruzione ambientale diffusi a privilegio di pochi. In parole povere, per avere tecnologia, dobbiamo avere qualcuno che sia costretto ad andare in miniera o lavorare in catena di montaggio. Punto. Senza povert\u00e0 e senza una gran moltitudine di persone ricattabili, senza il menefreghismo diffuso sulla questione ambientale e animale, non potremmo avere alcuna tecnologia. La tecnologia \u00e8 intrinsecamente elitaria.<\/p>\n<p>Un esempio lampante \u00e8 la diffusione a macchia d\u2019olio dell\u2019intelligenza artificiale.<br \/>\n\u00c8 noto che questa tecnologia, come molte altre, consuma enormi quantit\u00e0 di acqua oltre che di energia elettrica e, per allenare i modelli, si fa uso di manodopera a basso costo. Nonostante questo e nonostante i continui (e giusti) appelli a un\u2019industria sempre pi\u00f9 equa e sostenibile, l\u2019intelligenza artificiale non solo \u00e8 ciecamente promossa ovunque, ma viene persino regalata dove nessuno l\u2019ha mai richiesta, spuntando in tutti i software che le persone gi\u00e0 usavano senza IA, spingendo milioni di persone a giocare con generatori di immagini buffe o interrogare un LLM per sapere quale sia il suo colore preferito, mentre queste operazioni incidono su alcuni dei problemi ambientali e sociali pi\u00f9 importanti di questo secolo. Il livello di deresponsabilizzazione introdotto dalle tecnologie \u00e8 paragonabile a quello subito dai cittadini sotto la propaganda di stati dittatoriali.<\/p>\n<p>Un discorso analogo pu\u00f2 essere fatto anche per la ricerca scientifica. In questo caso userei la definizione &#8220;trickle-down science&#8221;.<br \/>\nEsattamente come per l\u2019economia e per la tecnologia, l\u2019idea che le scoperte scientifiche portino automaticamente benefici a tutta l&#8217;umanit\u00e0 \u00e8 una semplificazione che non tiene conto delle dinamiche reali.<br \/>\nL\u2019idea del singolo scienziato indipendente o team di scienziati indipendente, che postulano, verificano e scoprono qualcosa di cui poi gode l\u2019intera societ\u00e0 \u00e8 pertinente e realistico quanto immaginare la tecnologia solo come un individuo che costruisce qualcosa nel suo garage o immaginare l\u2019economia come dei ragazzini che aprono un chiosco di limonate.<br \/>\nLa ricerca indipendente non esiste praticamente pi\u00f9; la complessit\u00e0 tecnica delle ricerche implica sistemi organizzativi imponenti e costosi che rispondono a meccanismi economici e gerarchici.<br \/>\nSpesso, le priorit\u00e0 della ricerca sono dettate da interessi economici e politici, piuttosto che da reali esigenze della societ\u00e0. Non si pu\u00f2 fare ricerca senza fondi: a scegliere su cosa fare ricerca, e soprattutto perch\u00e9 farla, di solito sono colossi industriali per scopi commerciali, non curiosi e illuminati scienziati.<br \/>\nL&#8217;accesso ai risultati delle ricerche \u00e8, il pi\u00f9 delle volte, legato a brevetti, diritti di propriet\u00e0 intellettuale e costi elevati, cose che impediscono a chi ne avrebbe pi\u00f9 bisogno di beneficiare delle nuove scoperte, rendendole appannaggio solo di pochi.<br \/>\nI vantaggi concreti, quindi, tendono a concentrarsi nelle mani dei pochi che finanziano le ricerche e ne traggono vantaggio, in maniera non dissimile dai guadagni di imprenditori che finanziano una startup, mentre i potenziali effetti collaterali e i rischi, spesso sottovalutati, possono ricadere sull&#8217;intera collettivit\u00e0.<br \/>\nAnche in questo caso, si cerca di risolvere i problemi strutturali di come concepiamo la scienza e i suoi meccanismi con piccole soluzioni isolate, senza affrontare le cause ancestrali.<br \/>\nInfine, \u00e8 importante sottolineare come la ricerca scientifica, cos\u00ec come la tecnologia, non sia un&#8217;attivit\u00e0 neutrale e oggettiva, ma sia sempre influenzata da un contesto sociale, politico ed economico che ne condiziona le direzioni.<\/p>\n<p>Mi rendo conto che sono molte le resistenze che si pongono in essere quando si critica l\u2019economia, ma ancora di pi\u00f9 la tecnologia e soprattutto la scienza. Di solito si tende a concentrarsi solo sui lati positivi immediati ignorando i risvolti pi\u00f9 oscuri e quelli a lungo termine, esattamente come fa l\u2019economia che incensa il mercato mostrandolo come il mezzo senza il quale lo sfruttato non potrebbe sfamare la famiglia e mettendo sotto il tappeto tutte le \u201cesternalit\u00e0\u201d.<br \/>\nTecnologia e scienza vengono difese anche perch\u00e9, a prescindere, hanno solide radici: la tecnologia funziona e la scienza si basa sul metodo scientifico. Due capisaldi apparentemente inoppugnabili, ma che in realt\u00e0 non sono diversi dalle teorie economiche con le loro stravaganti formule matematiche o le regole del marketing, ovvero mere impalcature di carattere semantico o matematico autoreferenziali che si auto legittimano.<br \/>\nSu queste entit\u00e0 si \u00e8 creata una tale mitologia che le immaginiamo parte di noi, caratteristiche della nostra specie, della nostra biologia, della nostra natura come se miniere, laboratori e il Nasdaq fossero scritti, ineluttabilmente, da qualche parte nel nostro DNA.<br \/>\nQuesta mitologia si nutre anche della paura dell\u2019assenza di questi elementi, in quanto essi ci salverebbero da condizioni peggiori che ne rappresentano l\u2019antitesi: l\u2019economia ci salva dalla scarsit\u00e0 e dalla povert\u00e0, la tecnologia ci salva dalle fatiche e dalle difficolt\u00e0, la scienza dall\u2019ignoranza e dalla superstizione. Assunti, ovviamente, semplicistici se non del tutto arbitrari e controfattuali, ma perfettamente funzionali se li si immagina utilizzati come si fa coi bambini quando li si spaventa con la storia dell\u2019uomo nero.<br \/>\nMa sto divagando e la complessit\u00e0 di questo argomento richiederebbe una trattazione a s\u00e9 stante.<\/p>\n<p>Tornando a noi, in conclusione, il mito dello &#8220;sgocciolamento&#8221;, che si tratti di ricchezza, tecnologia o scienza, si rivela un&#8217;illusione che maschera dinamiche di potere e disuguaglianze appannaggio di una \u00e9lite. Anzich\u00e9 di trickle-down, dovremmo parlare di trickle-up, cio\u00e8 uno sgocciolamento verso l\u2019alto, verso il vertice di una piramide talmente imponente che facciamo fatica persino a concepire nella sua interezza.<br \/>\n\u00c8 necessario iniziare a vedere che anche le briciole che questi sistemi ci fanno piovere tra le mani sono briciole di pagnotte avvelenate. Questo veleno intossica il mondo opprimendo la stragrande maggioranza degli individui e creando anche per noi, privilegiati ma sempre nella parte inferiore della piramide, un insieme di meccanismi distopici, deresponsabilizzanti e inumani che ci portano verso un futuro oggettificato e oggettificante, in cui faremo sempre pi\u00f9 fatica a salvare quello che ci rende umani, schiacciati e trasformati in mattoni in fila che formano il muro di cinta dei palazzi del potere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Molti avranno sentito parlare di \u201ctrickle-down economics\u201d nell\u2019ambito dell\u2019economia. In pratica, la teoria del trickle-down in campo economico sostiene che le agevolazioni fiscali e i benefici per le aziende e i per i ricchi si riversano su tutti gli altri. 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