{"id":944,"date":"2015-02-14T19:11:40","date_gmt":"2015-02-14T18:11:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.masonmassyjames.it\/blog\/?p=944"},"modified":"2020-07-19T17:39:43","modified_gmt":"2020-07-19T15:39:43","slug":"ti-faccio-sentire-un-pezzo-mio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.masonmassyjames.it\/blog\/ti-faccio-sentire-un-pezzo-mio\/","title":{"rendered":"&#8220;Ti faccio sentire un pezzo mio?&#8221; Farlo oggi rispetto a 15 anni fa"},"content":{"rendered":"<h2>Le differenze tra far ascoltare un tuo pezzo nel 2000 rispetto a farlo nel 2015. Uno scritto che dedico, con ironia, a tutti gli amici musicisti che mi seguono.\u00a0<\/h2>\n<p><a href=\"http:\/\/www.masonmassyjames.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/2000-2015.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-medium wp-image-950 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.masonmassyjames.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/2000-2015-300x232.jpg\" alt=\"2000-2015\" width=\"300\" height=\"232\" srcset=\"https:\/\/www.masonmassyjames.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/2000-2015-300x232.jpg 300w, https:\/\/www.masonmassyjames.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/2000-2015-317x245.jpg 317w, https:\/\/www.masonmassyjames.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/2000-2015.jpg 530w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>&#8211; NEL 2000 &#8211;<\/strong><\/p>\n<p>Tu, il musicista, e lei, l\u2019ascoltatrice, in auto parcheggiati al tramonto di un mite pomeriggio di Maggio.<br \/>\nUna chitarra acustica, il testo stampato e consegnato nelle sue mani per seguire le parole. <br \/>\nIl momento prima che il plettro inizi a sfiorare le corde&#8230; Emozione pura.<br \/>\nTu inizi il pezzo, struggente, tutto d\u2019un fiato. Lei non dice una parola fino alla fine.<br \/>\nTerminata la canzone, silenzio assoluto! Finch\u00e9 lei dice solo un\u2019unica frase: \u201cDovresti stare attento a quello che suoni. Alle persone potrebbe arrivare davvero quello che sentivi mentre l\u2019hai composta. Io l\u2019ho sentito.\u201d<br \/>\nMentre lo dice, piange.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>&#8211; NEL 2015 &#8211;<\/strong><\/p>\n<p>Tu, il musicista evoluto, dopo anni hai registrato quello stesso brano al pc, aggiungendo basso, batteria, altre chitarre, fiati&#8230; Un\u2019opera!<br \/>\nLei, un&#8217;altra ascoltatrice, in piedi di fianco a te, davanti al computer, attende l&#8217;inizio del brano. Tu, tutto emozionato, premi play e via&#8230;<\/p>\n<p>A <strong>0:01<\/strong> lei fa: \u201cE\u2019 un po\u2019 alto il volume, abbassa un po\u2019\u201d. <br \/>\nNel dirlo copre quel fraseggino introduttivo di chitarra che avevi tirato gi\u00f9 dopo settimane di ripensamenti perch\u00e9 serviva un\u2019intro veramente raffinata e una cosa banale non ti bastava. Va beh, pazienza. Abbassi il volume.<\/p>\n<p><strong>0:08<\/strong>, lei: \u201cMa non me l\u2019avevi gi\u00e0 fatta sentire?\u201d <br \/>\nTu vorresti argomentare dicendole che le hai gi\u00e0 spiegato chiaramente due minuti prima che \u00e8 un pezzo che lei non ha mai sentito visto che \u00e8 un vecchissimo pezzo riarrangiato su cui lavori da mesi che hai finito giusto ieri notte alle 5 di mattina e lei ha l\u2019onore di essere la prima ad ascoltarlo in questa versione&#8230; ma tagli corto, proprio per rispetto dell\u2019ascolto, per non coprire altre note con il dialogo, quindi dici solo: \u201cNo, no.\u201d<br \/>\nLei: \u201cAllora assomiglia a qualcosa di famoso\u201d. Tu, anche se infastidito da un\u2019affermazione simile, sempre cercando di tagliare corto in rispetto suo e del pezzo: \u201cNon credo, ma ascoltiamo\u2026\u201d<\/p>\n<p><strong>0:13<\/strong>, lei: \u201cEcco! S\u00ec sembra quella canzone che davano alla radio qualche mese fa!\u201d<br \/>\nNel dire questo copre l\u2019ingresso della batteria. Proprio quel passaggio su cui avevi lavorato per ore ed ore perch\u00e9 \u00e8 quello che ti trascina dentro il pezzo ed era fondamentale che l\u2019ascoltatore ne venisse catturato. Non le rispondi sperando che la discussione decada da sola.<\/p>\n<p><strong>0:17<\/strong>, lei: \u201cNon mi piace la batteria. Oh, mi hai chiesto tu di essere sincera, eh! e sai che sono puntigliosa.\u201d<br \/>\nTu vorresti farle notare che una persona puntigliosa ascolterebbe tutto il brano in silenzio e poi, alla fine, parlerebbe. Ma non lo fai perch\u00e9, da musicista, prevale la curiosit\u00e0 di capire perch\u00e9 la sua attenzione sia ricaduta proprio sulla batteria, uno strumento che non ha mai cagato in nessun pezzo ascoltato nella sua esistenza. Quindi non resisti e le chiedi perch\u00e9.<br \/>\nLei: \u201cNon lo so, distoglie, \u00e8 confusionario\u2026 non so spiegarti, non la seguo, sembra strana.\u201d Inizia a battere le mani a tempo con la musica, \u201cEcco qui! Senti?\u201d<br \/>\nIl suo \u201cqui!\u201d cade esattamente su quel gustosissimo rullante che hai orgogliosamente messo un po&#8217; spostato dal battere per dare movimento e seguire la ricercata linea di basso. E hai fatto male! Perch\u00e9 se lei non riesce a batterci le mani sopra, non le piace. Con riluttanza rispondi \u201cHo capito cosa intendi.\u201d Non aggiungi altro.<\/p>\n<p><strong>0:25<\/strong>, lei: \u201cComunque mi sbagliavo su quella canzone. La tua \u00e8 diversa\u2026\u201d<br \/>\nNonostante il fastidio di altra musica coperta da parole, almeno ti feliciti che non le sembri pi\u00f9 un pezzo gi\u00e0 sentito e che forse la questione \u00e8 definitivamente chiusa.<\/p>\n<p><strong>0:27<\/strong>, lei: \u201cPer\u00f2 almeno hai capito quale dicevo? Quello che hanno usato per quella pubblicit\u00e0\u2026\u201d<br \/>\nNo, non lo sai, non hai capito e non te ne frega un cazzo di quale sia quel pezzo che lei credeva assomigliasse al tuo e che per\u00f2 manco ci assomiglia. Per\u00f2, sempre per tagliare corto e non coprire altra musica rispondi: \u201cS\u00ec, s\u00ec!\u201d<br \/>\nSembra funzionare: finalmente lei \u00e8 silenziosa. E\u2019 stata catturata dal pezzo, pensi.<\/p>\n<p><strong>0:47<\/strong>, lei: \u201cNo, niente, non lo trovo mica il titolo preciso! A te non viene in mente?\u201d<br \/>\nTi giri verso di lei e comprendi che ha passato gli ultimi 20 secondi cercando sul cellulare il titolo di quella fottutissima e inutile canzone a cui la tua canzone NON assomiglia. Quegli ultimi 20 secondi in cui \u00e8 entrato anche il cantato, la tua voce, le prime parole del brano, quelle impregnate di anni di vita, di ricerca emozionale oltre che musicale e che per riuscire a metterle per iscritto prima, e in note poi, hai compiuto uno sforzo emotivo tale che per tornare quello di prima ti servirebbero 10 anni di psicoterapia. Ti senti leggerissimamente sopraffatto e ti sale la voglia di ribaltare i mobili di casa, ma mantieni la calma e, facendo trapelare un leggero tono stizzito, rispondi: \u201cPossiamo lasciare perdere e sentire il pezzo?\u201d<br \/>\nLei: \u201cSi, ma guarda che sto ascoltando! So di non essere un\u2019esperta come te, ma sai che la musica mi piace e ne ascolto veramente tanta. Ti ho fatto anche l\u2019appunto della batteria prima. Se mi chiedi di ascoltare una cosa, lo faccio per bene e cerco di essere onesta, non mi piace fare le cose cos\u00ec per fare.\u201d<br \/>\nS\u00ec, cos\u00ec per bene che con questa frase copre altri 10 secondi di musica, proprio in corrispondenza dell\u2019entrata del ritornello, dove avevi messo quella geniale pausa da 2\/4, studiata per lasciare senza fiato prima della potente entrata del distorto e che per farla suonare a modo, registrazione dopo registrazione, ci hai lasciato 4 falangi e qualche migliaio di neuroni. Va beh\u2026 almeno ora ascolter\u00e0 il ritornello!<\/p>\n<p>Finisce il ritornello in cui il pathos ha raggiunto vette che nemmeno nei film di Hitchcock, per il quale hai dato il sangue affinch\u00e9 le chitarre suonassero in quel preciso modo, perch\u00e9 la batteria trainasse tutto col suo ritmo come un treno d\u2019acciaio e in modo che il basso riempisse l\u2019armonia come l\u2019esondazione di un fiume impetuoso, il ritornello dove hai dato sfogo a tutta la tua capacit\u00e0 vocale per la quale hai dato praticamente l\u2019anima, almeno quella parte che non hai gi\u00e0 venduto al diavolo per tutti gli altri pezzi che hai composto. <br \/>\nSi chiude il ritornello e tu, quasi come dopo un orgasmo, anche un po&#8217; sudato perch\u00e9 sentirlo \u00e8 un po&#8217; come suonarlo, ti giri verso di lei che, cristo, stavolta \u00e8 stata pure zitta! Questa parte l\u2019ha sentita tutta! E cerchi un qualunque segno di approvazione ma\u2026 la trovi con lo sguardo sul cellulare. L\u2019unica cosa che senti \u00e8 l\u2019arrivo di qualche notifica whatsapp e la sua risatina ebete mentre digita una risposta.<br \/>\nTi senti un po\u2019 strano, senti un mix di emozioni, come se qualcuno avesse cagato sul soffitto della cappella sistina e al contempo un camionista ubriacone ti avesse parcheggiato sopra al cane.<br \/>\nFermi la musica con lo stesso sconforto e amarezza con cui firmeresti un testamento in favore del Vaticano. <br \/>\nLei: \u201cPerch\u00e9 hai fermato?\u201d non aspetta nemmeno la risposta e continua, tenendo gli occhi sul cellulare, \u201cComunque bella la canzone.\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le differenze tra far ascoltare un tuo pezzo nel 2000 rispetto a farlo nel 2015. Uno scritto che dedico, con ironia, a tutti gli amici musicisti che mi seguono.\u00a0 &nbsp; &#8211; NEL 2000 &#8211; Tu, il musicista, e lei, l\u2019ascoltatrice, in auto parcheggiati al tramonto di un mite pomeriggio di Maggio. 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