In questi giorni la BCE ha consigliato ai cittadini europei di tenere del contante a disposizione perché potrebbe verificarsi un’emergenza che impedisca l’uso della moneta elettronica (carte di credito e di debito, pagamenti online, ecc.)
Il pericolo dovrebbe essere legato ai famigerati hacker russi e al pericolo imminente che la spietata Russia si scagli contro la pacifica Europa. In caso di attacco informatico, i sistemi potrebbero essere inservibili per giorni e sarebbe impossibile effettuare pagamenti con moneta elettronica.
Mettendo da parte scenari grotteschi e l’ironia che l’uso del contante arrivi proprio da chi il contante l’ha praticamente reso illegale, c’è un altro aspetto particolarmente interessante.
Lo ha spiegato a La7 Alexander Privitera, senior fellow dell’American German Institute, che, dopo aver descritto lo scenario di cui poco sopra, si è prodigato nel precisare come la BCE abbia dato questa comunicazione anche per promuovere la sua ultima invenzione sulla quale lavora da due anni, e cioè… Rullo di tamburi: l’euro digitale.
Già perché l’euro digitale funziona anche senza connessione internet e ci metterebbe al sicuro da problemi derivanti da blackout, attacchi informatici russi, autoattentat… Hem, volevo dire malfunzionamenti vari e inspiegabili di non ben precisati nemici.
Cioè, in realtà Privitera durante l’intervista ha anche ridimensionato i benefici dell’euro digitale rispetto agli scenari descritti, dicendo che è uno strumento immune ma più resiliente… Sì, resiliente.
Insomma, per difenderci da attacchi informatici si proporrebbe una moneta digitale. Un po’ come mettersi a fare il barista per risolvere un problema con l’alcol.
Sicuramente sono paranoico io, ma mi pare ci sano tutti gli ingredienti che servono per preparare un bel tappeto rosso verso un nuovo sistema di controllo.
Già perché l’euro digitale, oltre a essere l’ennesimo strumento che ci separa dalla realtà, è l’ideale per istituire uno scenario in cui la moneta è emessa direttamente dalla banca centrale, dove ogni transazione può essere monitorata (molto più di prima), ma soprattutto un sistema che può prevedere cose come una scadenza del tuo denaro (cioè il tuo denaro potrebbe essere spendibile solo entro una certa data); una specifica destinazione d’uso (cioè i tuoi soldi possono essere usati per comprare alcuni beni e servizi ma non altri); interessi o accesso ai soldi legati al credito sociale. E tante altre amenità. In parole povere un sistema centrale che può avere il controllo diretto su quando, come e se puoi usare i tuoi soldi.
Ma in fondo sarà solo un altro guinzaglio digitale che ci legheranno al collare con la scusa che è per il nostro bene: se scappiamo poi corriamo il rischio che ci investa un’auto.
Quindi, buoni, e a cuccia.
PS.: Nell’immagine allegata potete vedere sopra l’esperto Alexander Privitera intervistato da La7 e, sotto. un partecipante alla trasmissione che stava ascoltando le sue parole, non importa chi sia, ma per un attimo ha fatto la stessa mia espressione e ho voluto immortalarlo.
