Questo è quello che sostiene Ehud Olmert, ex Primo Ministro Israeliano.
https://www.newyorker.com/news/q-and-a/why-ehud-olmert-thinks-his-country-is-committing-war-crimes
Israele sta diventando uno stato messianico, fascista, corrotto e lebbroso. A Gaza si sta conquistando, annettendo e commettendo una pulizia etnica.
Questo è quello che sostiene Moshe Ya’alon, ex ministro della Difesa israeliano, trent’anni nell’IDF.
https://edition.cnn.com/2024/12/02/middleeast/israel-idf-gaza-moshe-yaalon-palestinians-ethnic-cleansing-intl
Quello che sta accadendo a Gaza è un genocidio.
Questo è quello che sostiene Amos Goldberg, storico israeliano, professore presso il Dipartimento di Storia ebraica e dell’ebraismo contemporaneo presso l’Università Ebraica di Gerusalemme ed ex direttore della rivista Dapim: Studies on the Holocaust.
https://www.lemonde.fr/en/opinion/article/2024/10/29/amos-goldberg-what-is-happening-in-gaza-is-a-genocide-because-gaza-does-not-exist-anymore_6730881_23.html
Israele stia compiendo un genocidio tramite l’uccisione indiscriminata di decine di migliaia di palestinesi, la distruzione sistematica di enormi aree urbane, l’evacuazione forzata di quasi tutta la popolazione civile e la restrizione di cibo, acqua e generi di prima necessità, che ha provocato numerose morti per fame.
Questo è quello che sostiene B’Tselem, associazione umanitaria Israeliana, nel suo report basato su mesi di ricerche e interviste. L’associazione è stata fondata da un ebreo attivista per i diritti civili ed ex militare dell’IDF.
https://www.btselem.org/publications/202507_our_genocide
A Gaza c’è un genocidio: una distruzione deliberata e sistematica del sistema sanitario tramite attacchi mirati sugli ospedali, il negato ingresso di materiale medico e l’uscita di persone con problemi di salute oltre che l’uccisione e la detenzione di personale medico. Queste azioni non fanno parte delle operazioni di guerra ma sono una politica deliberata che colpisce i palestinesi come gruppo.
Questo è quello che sostiene Physicians for Human Rights, organizzazione non governativa Israeliana fondata dalla dottoressa ebrea Ruchama Marton.
https://www.phr.org.il/en/genocide-in-gaza-eng/
Parlando di Gaza: “sono uno studioso del genocidio. Ne riconosco uno quando lo vedo.”
Omer Bartov, uno dei più noti studiosi della Shoah sul New York Times.
https://www.nytimes.com/2025/07/15/opinion/israel-gaza-holocaust-genocide-palestinians.html
A Gaza due milioni di persone sono chiuse in un campo di concentramento da venti anni.
Questo è quello che sostiene Norman Gary Finkelstein, storico, politologo e attivista statunitense, ebreo, figlio di due sopravvissuti del ghetto di Varsavia e di Auschwitz.
https://www.instagram.com/p/DFZ_o5as-ao/
Queste sono solo alcune delle tante voci ebraiche e israeliane che parlano di crimini di guerra e genocidio a Gaza, aggiungendosi ad Amnesty International, all’ONU e a un’altra valanga di variegati organismi che, però, non essendo composti o fondati da ebrei, possono essere accusati di antisemitismo per essere screditati e annullare il dibattito, esattamente come è stato fatto per decenni dalla propaganda sionista.
Ma, a prescindere, facciamo anche un altro ragionamento.
Solo poco tempo fa l’intelligence israeliana è riuscita a colpire nove scienziati nucleari Iraniani, nelle loro abitazioni, in Iran, a migliaia di km di distanza, in una sola una notte.
Qualche tempo prima era riuscita a far esplodere contemporaneamente migliaia tra walkie-talkie e cercapersone in Libano, riuscendo quindi a intercettare la catena di produzione, fornitura e consegna di migliaia di dispositivi di differenti marche (e quindi prodotti in diversi paesi) finiti nelle mani di una rete terroristica antagonista in un altro stato.
Questi sono solo due esempi recenti che possono dare un’idea di cosa possa fare l’intelligence e il comparto militare di Israele.
A Gaza, invece, per beccare dei terroristi che avrebbero sotto il naso da decenni, in una striscia di terra che controllano capillarmente, sono costretti, loro malgrado, a radere tutto al suolo.
Per chi sostiene ancora che Gaza non sia completamente sotto il controllo di Israele, ricordo che esistono documenti Wikileaks del 2008 che riguardano conversazioni tra il governo israeliano e funzionari statunitensi. In questi dispacci, Israele espone il suo piano di mantenere l’economia di Gaza sull’orlo del collasso senza spingerla oltre il limite, affinché funzioni al livello più basso possibile. Questo prova che Israele ha il pieno controllo di tutto quello che può entrare e uscire a Gaza.
https://www.nbcnews.com/id/wbna40926651
In quello stesso periodo (2008-2010) sono molte, infatti, le associazioni umanitarie che descrivono Gaza come un incubo in cui la vita quotidiana stava diventando intollerabile. Avvertivano di un continuo deterioramento dei determinanti sociali, economici e ambientali della salute perché il blocco stava ostacolando la fornitura di medicinali e la formazione del personale sanitario. A causa delle restrizioni imposte dall’esercito israeliano sui rifornimenti di emergenza, si stavano esaurendo le scorte di cibo, carburante e medicinali. Save the Children ha definito la situazione una “catastrofe”.
https://www.theguardian.com/world/2010/jan/20/gaza-blockade-health-risk-report
https://news.un.org/en/story/2009/06/303742
https://www.npr.org/2009/01/23/99811098/aid-groups-frustrated-at-lack-of-gaza-access
https://www.irishtimes.com/news/aid-agencies-warn-of-gaza-catastrophe-1.833795
Altri documenti di Wikileaks rivelano che il direttore dell’intelligence militare israeliana, nel 2007, il maggiore generale Amos Yadlin, disse all’ambasciatore statunitense Richard Jones che sarebbe stato “felice” se Hamas avesse preso il controllo della Striscia di Gaza perché Israele avrebbe potuto allora dichiarare Gaza un’entità ostile.
https://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-4002043,00.html
Per ritenere che a Gaza non si stia consumando qualcosa di pianificato, terribile ed epocale, da ben prima del 7 Ottobre, occorre credere a una quantità innumerevole di panzane e ignorare una quantità di fatti lampanti altrettanto enorme.
Chi continua a parlare di una “semplice” guerra, magari paragonandola a quella in Ucraina, e non di uno sterminio colonialista, è semplicemente cieco o non vuole vedere… o è pagato per non vedere e non far vedere.
Guardare alla storia, al potere di uno stato come Israele, a quello che stanno passando i Palestinesi, dopo che per decenni il mondo se n’è fottuto, e ritenere che le briciole di attenzione su questa tragedia siano frutto di un’esagerazione o di un complotto contro Israele credo sia l’ennesima prova dei danni che questa società ha procurato a se stessa. Qualcosa si è rotto nella logica e nell’empatia di molti, legni marci che sorreggono le facciate di un’umanità che ha smesso di essere tale.
