Odio la speranza.
La speranza è un cancro, malefico e silenzioso.
È un paio di manette.
È la morte dell’istinto, della razionalità, del pessimismo utile e pragmatico che prepara alle sfide più dure.
È una promessa infantile che ci fa essere teneramente ed eternamente impreparati, ignari e stupidi.
Dipingessi un quadro, facendo del futuro un treno che sfreccia su binari, e su quei binari ci fosse una figura piegata a raccogliere inesistenti margherite, che dà le spalle al treno e ascolta una musica assordante… Quel quadro avrebbe il titolo “speranza”.







