Franco CFA: l’esca è gettata

La nuova esca è stata gettata e ad abboccare sono sempre gli stessi.
Ormai ai politici non occorre inventarsi bugie credibili: l’asservimento ideologico dell’Homo Delegantis alle nuove chimere partitiche è completo così come il bisogno irrefrenabile di non sentirsi responsabile, di poter accusare altri, di mettersi la coscienza a posto.

Prima la vergognosa apparizione di Salvini a Porta a Porta che esibiva un cartello con un numero di migranti morti in mare assolutamente ridicolo (ridotto di almeno 100 volte! https://goo.gl/uNoH7K) e per cui nessuno degli scandalizzati dalle “fake news” si è minimamente scomposto, della serie: ci indigniamo solo a comando.
Poi l’epopea stile Hollywood sul rientro di uno dei tanti terroristi, Battisti, organizzato violando diverse leggi e regole di uno Stato di diritto (https://goo.gl/7eyLij) e che nessuno ha contestato dicendo “abbiamo altro a cui pensare in Italia”, frase evergreen ogni volta in cui invece si cerca di fare qualcosa per i migranti. Dimostrazione che non è mai quello che serve davvero all’Italia il punto, ma piuttosto avere la scusa per girarsi dall’altra parte solo quando si parla di migranti.

E alla fine ecco il colpo di scena: il Franco CFA, la valuta creata nel 1945 e adottata da 14 paesi dell’Africa, perlopiù appartenuti all’ex impero coloniale francese.

I nuovi mostri politici giocano questa carta: in soldoni la condizione Africana è dovuta a questa mancata sovranità monetaria imposta dalla Francia e le migrazioni che subiamo noi sono una conseguenza della loro ingerenza. Impianto perfetto per farci apparire ancora come vittime di qualcosa di cui non dobbiamo occuparci.

La riposta degli avversari politici istituzionali a questa affermazione è ridicola: si dice che l’adesione a questa moneta è assolutamente volontaria e quindi non c’è coercizione. Cosa anche vera sulla carta ma nella pratica no: lo svincolo dall’uso di quella moneta non è affatto semplice e i paesi che l’adottano sono obbligati a scelte di politica monetaria ed economica ben precise. L’ingerenza c’è. Punto.

E infatti non è un caso che l’opposizione politica sia costruita appositamente per non essere efficace e mantenere intatti i punti su cui si regge la propaganda governativa.

Peccato che basterebbe dare un’occhiata a quello che davvero sta succedendo per capire che il CFA con l’immigrazione non c’entra nulla.

Se si guardano i dati reali vediamo che tra gli stranieri presenti in Italia tra le prime 20 nazionalità in ordine di presenza solo una risulta essere quella di uno stato che ha il Franco CFA: il Senegal che sta al 13° posto.
Se si guardano esclusivamente le persone sbarcate, solo 2 mila su 23 mila provengono da paesi con il Franco CFA, vale a dire meno del 9%.

Il teatrino è servito. Il neocolonialismo e lo sfruttamento Africano in cui hanno le mani in pasta tutti i paesi occidentali, tutto il reparto industriale e soprattutto tutti noi ingenui consumatori è nascosto abilmente in un gioco di prestigio dietro a questo unico problema monetario per “sviare le indagini” e dare in pasto un colpevole che non c’entri con noi. Tutto questo mentre la gente continua a morire migrando perché se sei disposto a morire in mare per fuggire da qualcosa, non sarà certo un “porto chiuso” a fermarti dal provarci (https://goo.gl/7Zp6Y5).

L’idea di poter fermare la voglia di vivere di qualcuno alzando dei muri è riprovevole e fantasiosa, può reggere solo se ad appoggiarla c’è una propaganda meschina che zittisce le coscienze e il raziocinio.

Gli irregolari in Italia sono lo 0,8% della popolazione, circa 500 mila persone. Nel momento in cui In Italia il 5% più abbiente possiede quanto il 90% dei più poveri, asserire che non ci sono risorse per aiutare chi arriva trascinato qui dalla disperazione, significa difendere i privilegi dei potenti piuttosto che iniziare a riprenderci quello che è nostro e dividerlo equamente.

Ecco a cosa serve quell’amo: a farvi tenere d’occhio le coste per paura dei poveri mentre i ricchi continuano a mettervi mano nella tasca. Avete abboccato ancora!