Combattiamo i luoghi comuni sull’anarchia

Per chi vuole iniziare a scalfire la superficie di un argomento vasto, importante e volutamente, sistematicamente infangato dal Potere.
Personalmente ritengo che a nulla saranno valsi i nostri sforzi se non re-impareremo che cosa significa davvero la parola Libertà e comprenderemo che L’Anarchia ne è la sua applicazione nella società.

Fonte: acomeanarchia.pdf


de andrèLa proposta anarchica è una proposta di rivoluzione che se applicata andrebbe a modificare sostanzialmente l’esistente, eliminando qualsiasi forma di autorità, potere, istituzione, privilegio, sfruttamento. È quindi facilmente intuibile come tale proposta sia sempre stata ostacolata da ogni Potere mediante la repressione diretta e con la distorsione del messaggio antiautoritario.
Quindi prima di andare avanti, per cercare di definire e meglio comprendere cosa sono e cosa propongono gli anarchici, conviene da subito chiarire cosa non è l’anarchia e cosa non sono gli anarchici.

“L’anarchia è caos invivibile”
Questa affermazione lascia intendere che una società anarchica sarebbe una società senza regole, dove ognuno tenterebbe di uccidere, rapinare, stuprare l’altro. Niente di più falso: l’anarchia è sostanzialmente un messaggio di cooperazione con l’altro, basato però non sulla paura e sul ricatto dato dalla Legge, ma sulla responsabilità degli accordi liberamente presi. Tra l’altro, il mutato tessuto sociale, nella maniera che cercheremo più avanti di analizzare, modificherebbe sostanzialmente i rapporti umani in maniera tale che essi verrebbero ridefiniti e di conseguenza ridotti anche i rapporti conflittuali.

“L’anarchia sarebbe bella ma non è possibile”
Presupponendo che l’essere umano sia fondamentalmente incapace di autorganizzarsi o autogovernarsi e che quindi abbia naturalmente bisogno di qualcuno che lo comandi, che lo indirizzi e scelga per lui. L’affermazione è falsa perché parte da presupposti falsi, ovvero che l’essere umano abbia solo istinti innati o naturali… L’essere umano, invece, è soprattutto il risultato della società in cui cresce: se cresce in un ambiente autoritario sarà per lui “naturale” muoversi su ordine, e a sua volta dispensarne; se cresce tra relazioni paritarie e responsabilizzanti sarà poi in grado di autoregolarsi, senza la necessità di capi.

“L’anarchia è disorganizzazione”
Facendo intendere che sarebbe impossibile poi sopravvivere in un tale stato primordiale. Niente di più falso. L’anarchia è super organizzazione (dei beni, delle risorse, degli spazi, etc.), proprio perché non delega ad un ente questa funzione, ma implica l’assunzione di responsabilità individuali. Quindi non c’è nulla di più organizzato che la proposta anarchica in quanto tale. Si tratta solo di adottare una diversa modalità organizzativa (non autoritaria, autogestionaria), non di eliminarla.

“Gli anarchici sono violenti”
Gli anarchici in quanto tali ripudiano la violenza studiata ed applicata nei confronti di altri esseri senzienti; come quella sistematicamente perpetrata dal Dominio nei secoli attraverso il carcere, la tortura, l’omicidio. La violenza che possono a volte applicare si esprime solo sotto forma di autodifesa degli spazi di libertà attaccati dal Potere.

“Gli anarchici sono terroristi”
Questa considerazione, che fa il paio con la prima, mira tendenziosamente a scambiare la vittima con il carnefice: casomai è vero che gli anarchici sono a volte terrorizzati dall’attuale stato delle cose. Quando storicamente hanno fatto uso di mezzi o modi conflittuali l’hanno sempre fatto per cercare di difendersi da un sistema sociale particolarmente violento od oppressivo.

Immagine: una copertina di A-rivista dedicata a un dossier su Fabrizio De Andrè, iscritto al circolo anarchico di Carrara.