bluff?

non voglio credere. e non lo faccio.
ti rendo conto di quanto tempo è passato?
e io ti sogno con sembianze altrui, per seguire il filo logico dell’irrazionalità che muove gli istinti più veri e sani.
non è un bluff anche se non ho nulla in mano: non sto puntando niente se non la mia pazienza. sto solo seduto al tavolo e continuo a guardare le carte che si posano senza rumore sul panno verde, consumato e impolverato, guardandomi attorno, divorando sigarette, costruendo un puzzle nella mia testa che costruisca un sentiero meno impervio sia che vinca o che perda.
forse sono solo stupido… perché in fondo non mi pare un’assurdità che una coppia possa battere qualsiasi altra combinazione. non è assurdo perché nessuna carta ha veramente un valore se non quello che noi gli diamo… la verità non è nient’altro che quello che crediamo vero.
ma io non voglio credere. e non lo faccio.
quindi continuo a stare seduto a far finta di non bluffare.