Essì, ancora Kalergi!

boldrini

(http://www.repubblica.it/politica/2015/12/22/news/boldrini_un_reddito_di_dignita_ai_poveri_per_rilanciare_il_sogno_della_ue_-129991934/)

Ecco un palese esempio di come viene manipolata l’informazione per creare il frame necessario alla divulgazione di teorie strampalate e pericolose come il piano Kalergi.

In questo specifico caso si è manipolato titolo e dichiarazioni di un esponente politico per far sì che suonassero come una vessazione nei confronti degli italiani e un regalo nei confronti dei migranti.

E’ palese che queste bufale vengono messe in circolazione per aumentare la tensione sociale e la cosiddetta “guerra tra poveri” puntando il riflettore solo su una delle parti e cercando di creare un sentimento di rabbia rivolto non verso il potere che sta affamando il mondo, ma verso il disgraziato che arriva a bussare alla nostra porta a causa delle politiche estere dei paesi ricchi.

La conseguenza è che non ci si interessa più del perché questi poveracci siano costretti a partire, non ci si interessa più dell’aspetto umanitario di questa tragedia che va avanti da secoli, no, ci si concentra proprio sul noi/voi, cosa il potere concede a noi e cosa concede a loro. Un dualismo che ovviamente fa molto comodo al potere stesso.

La cosa grave è che questo tipo di propaganda becera, razzista e pericolosa non viene fatta sul mainstream, ma sui canali di controinformazione, come se fosse una voce vera fuori del coro, quando in realtà rappresenta il peggio che potesse capitare. Ulteriore aggravante è che l’immagine spesso gira con annesso link alla notizia reale, quindi basterebbe un click per comprendere quale sia la notizia vera, ma ovviamente nell’era dell’analfabetismo funzionale è molto più semplice far scattare l’indignazione, spegnere il cervello e condividere a manetta perché… “ci stanno invadendo!!! Piano kalergi!!!”

Di certo non sono qui a difendere Boldrini e Co., tantomeno l’europeismo, la globalizzazione e il mondialismo inteso come l’intendono i banchieri, la finanza e gli speculatori delle varie oligarchie occulte e non.
Altrettanto ovvio è che le migrazioni possano essere usate come arma di destabilizzazione, ma solo quando non ci sia integrazione e si creino i presupposti per la tensione sociale, cosa che questo tipo di propaganda fa e con ottimi risultati.

Anche se chi parla di piano Kalergi a volte addirittura si autocelebra come colui che si pone sopra il gioco delle parti (spesso con l’incipit “non sono razzista ma…”), avviene esattamente l’opposto perché l’intolleranza etnica non viene disinnescata da chi parla di Kalergi, anzi, viene accentuata proprio perché, se si parla di Kalergi, si implica il credere che davvero una mescolanza etnica porti la creazione di un meticciato più controllabile, cosa senza senso, senza logica e assolutamente di stampo razzista (qui spiego il perché https://youtu.be/Dn6rLbgibWc?t=43m13s e anche qui http://www.masonmassyjames.it/blog/controinformazione-deviata-un-appello/)

L’unica cosa che disinnescherebbe il divide et impera è parlare delle migrazioni per quello che sono: la conseguenza inevitabile dello sfruttamento e distruzione delle terre da cui queste persone partono. E’ facile parlare di guerra tra poveri ora che questi poveri che l’occidente a creato per mantenere il suo livello di benessere si presentano alle nostre porte. Non è un piano per attaccare l’Europa, è una semplice conseguenza di quello che l’occidente ha combinato in quei luoghi a livello politico, economico e sociale.

Se si parla di un “piano per creare migrazione” non solo si ha una visione miope che ignora il corso della storia delle migrazioni, ma si derubrica il reato di cui l’occidente si è macchiato e non si risolve a monte il problema, anzi lo si ignora e ci si concentra sulla matrice razziale che è una delle foglioline della quercia che abbiamo davanti, ovviamente la fogliolina che interessa al potere, quella che ci viene sventolata in faccia: ovvero si passa da “esistono terre martoriate dalla politica dell’Occidente e adesso abbiamo creato milioni di poveri che migrano” a “è l’Europa sotto attacco attraverso le migrazioni”.

No, il problema è molto più a monte e parlare di Kalergi svia completamente l’attenzione dell’attivismo dalle vere soluzioni incentrando l’attenzione su un vittimismo europeo, un vittimismo che può essere usato per creare unità e quindi controllo, aumentando artificialmente il senso di coesione europea secondo manovre collaudatissime che vedono da sempre sventolare un nemico esterno per unire ciò che è disunito (quando serve) o dividere ciò che unito (quando serve).

Infatti si parla di popoli europei come se fosse un unico popolo… Quando mai? Anche gli antieuropeisti, di fronte al Kalergi, improvvisamente riconoscono il rischio che corre il “popolo europeo”. Coincidenza?

E spesso senti dire che il potere vuole colpire questo fantomatico “popolo europeo” perché quello più evoluto e capace di reagire… In base a cosa? All’identità nazionale? Sinceramente, pensando all’italiano medio, mafia, pizza, spaghetti e calcio, non mi viene in mente l’immagine di un essere indomito, sveglio e pronto a un cambiamento radicale del paradigma che lo libererà dal male, anzi, mi sembra lo stereotipo della persona manipolabile per eccellenza e che, infatti, ci ha condotti sin qui.

Del resto il piano Kalergi si basa e sopravvive anche grazie alla divulgazione di bufale sugli immigrati come quella esposta qui, o come i famosi 30 euro al giorno, come “non esistono guerre da cui questi fuggono”, come “li vanno a prendere nel loro paese per sostituirci”. Il tutto per diminuire il senso di empatia verso la tragedia che queste persone vivono, anche attraverso la parola “buonismo” che in realtà è solo occuparsi di chi ha bisogno, a prescindere da chi sia e da dove provenga, e dovrebbe essere la base di qualunque attivismo. Sentire dire che non abbiamo le risorse per accoglierli, quando si conosce la truffa della moneta debito o per esempio senza ricordare che quello che abbiamo noi lo dobbiamo alla rapina che abbiamo effettuato da secoli nelle loro terre è di una ipocrisia terrificante ed è volta, di nuovo, a CREARE la tensione sociale che serve per avere la destabilizzazione sociale che i poteri cercano.