Sulla chiusura degli account di Trump



Io sono un anarchico. Non ho problemi a definirmi un antifascista, un antirazzista e neppure a definirmi antisessista e femminista in quanto contro gli stereotipi di genere e contro il patriarcato. Posso anche dire con sicurezza che sono un libertario, anticapitalista, antistatalista e pacifista.
Questo inquadra abbastanza, anche se non appieno, quale sia la mia base di pensiero.
Ecco, nonostante io sia tutto questo, anzi, direi proprio perché io sono tutto questo, mi dichiaro apertamente CONTRARIO alla chiusura degli account di Trump.
Trump è l’antitesi di quello che io sono, penso e auspico per il genere umano. Trovo che sia una persona misogina, prevaricatrice, avida, sfruttatrice, razzista. E oltre a questo è un capitalista e capo di stato, due cose che, da sole, basterebbero per me per identificarlo come una persona pericolosa che incarna qualcosa che detesto e che vorrei vedere sparire per sempre dalla faccia del pianeta.
Trump è anche l’emblema di come la polarizzazione politica sia arrivata al suo culmine, di quanto i contenuti siano completamente spariti dal dibattito e ci si scontri solo sui simboli che ogni politico finge di rappresentare. Pensare che ci sono persone che lo idolatrano e lo ritengono un outsider contro i poteri forti, nonostante tutto quello che ha fatto e non ha fatto, è una delle tante prove della deriva verso cui ci stiamo dirigendo.

Ma tutto questo non può per me avallare o farmi essere contento che una multinazionale censuri le parole di qualcuno. Anche se quel qualcuno è Trump.

 

Da anarchico mi sentirei un coglione, ingenuo ed un ipocrita se sostenessi questo tipo di azioni perché è evidente che chiudere la bocca a qualcuno perché ritenuto pericoloso per la collettività è una delle scuse che si sono sempre usate contro gli anarchici. Di certo sarei un anarchico anche molto ingenuo e dalla memoria corta se pensassi che una multinazionale stia compiendo quell’azione per il bene comune, che questo tipo di azioni non verranno mai usate contro qualcuno che davvero è scomodo al potere. E, a parte questo, è la mia filosofia a dirmi che è sbagliato, a prescindere. Una filosofia, quella anarchica, che non ammette eccezioni perché ammettere eccezioni significherebbe aprire uno spiraglio a logiche di potere e gerarchie. Se pensassi che in questo caso la mia filosofia può essere messa da parte perché dobbiamo permettere a un organismo superiore di proteggere le persone da loro stesse in quanto non in grado di capire la pericolosità di Trump, beh allora smetterei di essere un anarchico e diventerei un sostenitore della “forza buona” da usare contro il popolo, insomma come il peggiore degli statalisti.

Ma anche fossi uno statalista democratico, come tanti che ho visto esultare per la censura contro Trump, come potrei giustificare un atto simile? I democratici basano la loro idea di società sulla giustizia dei tribunali, della legge. Com’è che, improvvisamente, una multinazionale può decidere chi ha voce e chi no, senza alcuna prova, senza alcun giudizio, senza alcun tribunale, quindi senza quella giustizia di stato in cui tanto credono?

 

A questo punto qualcuno potrà obiettare che una società privata può smettere di offrire un servizio quando le pare e non deve rendere conto a nessuno, proprio perché privata. Bene, se la pensate così, siete completamente ciechi alle ripercussioni di questo ragionamento che, traslato in altro contesto, potrebbe vedere una società privata negare l’accesso a un museo, una clinica, un mezzo di trasporto a qualcuno perché ritenuto pericoloso senza dover fornire alcuna prova e senza alcun processo, cosa che dovrebbe far rabbrividire sia anarchici che democratici e dovrebbe risultare invece familiare solo a un fascista o a un anarco-capitalista. State difendendo la libertà di una multinazionale di incidere come e quando vuole sul dibattito pubblico, diffondendo una mentalità censoria, liberista, filocapitalista, paternalista e punitiva che è esattamente in linea con personaggi come Trump.

Quindi per cosa esultate democratici e anarchici? Perché la roulette russa del potere (giustamente inviso agli anarchici in quanto tale, inviso ai democratici solo perché non controllato da alcuna legge) ha fatto tacere questa volta “il nemico giusto” e quindi sarà comunque un bene? Al di là dell’ingenuità di un pensiero simile e di quanto esposto sinora, questo approccio è errato alla sua radice perché l’esistenza di personaggi come Trump è un sintomo di qualcosa che va risolto a monte, nella società. Non è mettendo sotto il tappeto questi sintomi (peraltro con metodi che corroborano altri problemi identici se non peggiori) che risolveremo mai qualcosa, anzi, procedendo su questa strada non faremo altro che alzare la fiamma sotto alla pentola a pressione creata dalle esasperate dicotomie politico-sociali anch’esse frutto di questa stessa mentalità.

In pratica: chi vuole censurare Trump, si merita l’esistenza di Trump.