abiti vecchi e stretti



svestirmi di parti di me, obsolete od aliene, a mio avviso…
ogni giorno mi costringo a portare abiti che non sopporto, che non sento miei.
ciò implicherebbe la presunzione di sapere chi io sia, a prescindere da quello che faccio, perchè considerando le mie azioni, quegli abiti sarebbero perfetti… bella faccia tosta!
ho sempre pensato che una persona è figlia delle proprie azioni, non del proprio nome, dell’aspetto o quant’altro.
ed allora perchè mi trovo a compiere azioni per me aberranti, quasi quotidiane, che mi portano, passo dopo passo, ad allontanarmi dall’immagine che ho di me stesso?
allora qual è la verità? io compio quelle azioni che mi portano ad essere l’"io" che sono, che dovrei essere, ma che non riconosco… oppure è qualcosa di rotto, di sbagliato in me che mi induce ad intraprendere un cammino fatto di azioni che mi fanno allontanare del mio vero "io"?
cos’è sbagliato? il cammino che sto compiendo o il non voler raggiungere la meta alla fine dello stesso? ed io chi cazzo sono? quello che cammina o quello che non vuole arrivare?